La casa del sonno

Di Jonathan Coe
Titolo originale: The House of Sleep
Voto: 8
Prima edizione: 1997
Numero di pagine: 305
Editore: Feltrinelli
Consigliato:

Tags: Inglese, Contemporaneo
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Trama in breve

La casa del sonno è una struttura ospedaliera dove, dei medici specializzati, tentano di curare ogni malattia legata al sonno.
Il principale, però, ha sogni più grandi da realizzare e conoscere tutta la storia ci aiuterà a scoprirli.

Incipit

Era l'ultima lite, almeno questo era chiaro. Ma benché l'avesse presentita da giorni e forse da settimane, nulla poteva placare l'ondata di rabbia e risentimento che gli stava montando dentro.

Recensione

La casa del sonno è il primo libro di Jonathan Coe che leggo. Nonostante abbia sentito nominare questo autore molto spesso, negli anni, non mi ero mai decisa ad acquistare qualcosa di suo. 

Quest'opera mi è stata consigliata spassionatamente e, così, mi sono finalmente decisa ad acquistarlo e leggerlo. 

La struttura del libro ci viene svelata, sin da subito, dalla nota iniziale dell'autore:

I capitoli dispari di questo romanzo sono ambientati per la maggior parte negli anni 1983-84.
I capitoli pari sono ambientati nelle ultime due settimane del giugno 1996.

Nei capitoli dispari troviamo la storia di alcuni studenti universitari che sono stati riuniti dal destino in un dormitorio, ci vengono raccontate le loro giornate tipo, le loro disavventure amorose e alcune particolarità che appartengono solamente a loro.
Nei capitoli pari la gran parte della narrazione rimane nello stesso luogo, ormai diventato un ospedale privato per la cura di ogni malattia del sonno, da qui il titolo "La casa del sonno". 

Questa divisione aumenta la suspense della narrazione, creando, specialmente all'inizio della lettura, una grande curiosità del lettore nel cercare di comprendere come dalla prima situazione si sia potuti arrivare alla seconda e, soprattutto, che fine abbiano fatto i personaggi mancanti.
I personaggi principali della prima storia sono infatti presenti anche nella seconda, ma il loro grado di importanza si inverte totalmente. Dando poco spazio agli uni da una parte e agli altri dall'altra Coe riesce a far proseguire gli eventi senza doverci svelare mai troppo.
Il punto di vista dal quale viene raccontata la storia cambia sempre, è una narrazione multifocale che permette all'autore di giostrare la narrazione a suo piacimento, raccontando al lettore solo ciò che serve ad incuriosirlo maggiormente.

La parola più idonea per definire lo stile dell'autore è ricercato. I personaggi introdotti da Coe sono intellettuali, lascio a voi decidere se per posa o per natura, e per questo motivo utilizzano spesso quelli che definiremmo paroloni. Io stessa, che penso di essere piuttosto ferrata in materia, mi sono imbattuta in alcune parole sconosciute, ma di cui ho facilmente arguito il significato grazie al contesto. Si tratta, infatti, di un inserimento una tantum che non sfigura affatto all'interno delle frasi e che, anzi, rende i personaggi che lo usano più realistici.

Ricercata è anche la trama che, a fine lettura, si mostra come un intreccio intricatissimo ma ben legato. Questo aspetto è probabilmente quello che colpirà maggiormente ogni tipo di lettore, perché è talmente ben costruita e unica nel suo genere da lasciare sbalordito anche il lettore più attento ai dettagli. È una sorpresa vedere come, a fine lettura, vi siano indizio messi a bella posta dall'autore che, invece non abbiamo notato o a cui abbiamo dato poca importanza. 

All'interno del volume viene citato un libro dal nome La casa del sonno, una sorta di libro nel libro, nonostante sia chiaro che quello letto dai personaggi non sia lo stesso in mano al lettore. Questo è solo uno degli esempi di come tutta la narrazione, anche nei punti in cui non è necessario, si colleghi e riporti a qualche altro momento della storia.

Il romanzo è ambientato ad Ashdown, in Inghilterra. Una cittadina situata vicino al mare e frequentata prevalentemente da studenti universitari. Non ne viene fatta una descrizione dettagliata, ma ci vengono raccontate alcune sue particolarità, come il locale in cui tutti i personaggi usano ritrovarsi i nostri personaggi per parlare di cultura, filosofia o della loro vita. 
Coe dà grande importanza al contesto narrativo in cui colloca la propria storia: non ci viene raccontato nulla di ciò che accade nel mondo in generale ma esprime attraverso i dialoghi dei propri personaggi lo spirito del tempo, racconta al lettore il modo in cui i giovani di quei tempi (anni 80) pensavano e agivano. Si tratta, perciò, di uno Stato molto simile a quello realmente esistente ma di un luogo costruito ad uso e consumo della vicenda.

I personaggi per quanto unici grazie a delle caratteristiche totalmente inusuali, sono chiamati a rappresentare, dunque, non solo loro stessi ma anche la loro epoca, ricoprendo in parte uno stereotipo costruito ad hoc dall'autore.

L'atmosfera, dunque, è in parte di confusione e curiosità a causa della trama, dall'altra è quella malinconica dei "bei tempi andati", i personaggi, come l'autore, guardano al loro passato, considerandolo parte fondante della loro vita presente.

L'ironia utilizzata è piuttosto difficile da cogliere in alcuni aspetti. L'impressione che ne ho avuto io, è stata quella di essere davanti ad una satira sociale non troppo esplicita. Vi sono, invece, parti divertenti scritte al solo scopo di suscitare ilarità nel lettore, magari servendogli i sottintesi in un secondo momento, cogliendolo alla sprovvista e mostrandogli come nulla, nemmeno il divertimento, sia lasciato al caso.

Il ritmo di lettura è molto veloce. Io l'ho letto in compagnia, perciò ho seguito una scaletta di lettura prefissata, ma sono certa che, avendone il tempo e il modo, l'avrei potuto terminare anche in un'unica giornata. La struttura doppia e la difficoltà ad immaginarne la conclusione, spingono a terminare capitolo dopo capitolo.

L'incipit potrà cogliervi si sorpresa; non è semplice comprendere sin da subito in che modo si strutturi la storia (la terza persona che cambia continuamente, la difficoltà nel capire cosa succede realmente e cosa no..) e, perciò, servirà uno sforzo di concentrazione da parte vostra, che verrà ben ricompensato una volta riusciti ad entrare nella storia.

Il finale svela ancora di più la volontà dell'autore di scrivere un'opera non necessariamente verosimile ma, piuttosto, ad effetto. Inoltre verrano chiusi e svelati tutti i misteri e la capacità di Coe di collegare avvenimenti apparentemente secondari rendendoli convincenti e credibili affascinerà anche i pochi lettori ancora sospettosi sulla sua bravura. Devo ammettere, però, che l'autore avrebbe potuto dire molto di più e proprio per questo ho deciso di non dargli una valutazione maggiore.

In conclusione, ho trovato La casa del sonno di Coe un'opera un'unica nel suo genere per la trama intricatissima e ben sviluppata e grazie allo stile personale dell'autore.

Consiglio questo libro a tutti voi ed io mi appresterò a leggere il prima possibile altre sue opere, in modo da farmi un'opinione più centrata della sua scrittura e, soprattutto, dei fini sottesi, sospetto, avere una connotazione sociale piuttosto rilevante ma, qui, non così chiara.

Citazioni

Come avevano potuto arrivare da qui a lì?

"Che genere di... ospedale è?"
"Curiamo persone con disturbi del sonno. Almeno: ci si prova."
"Cioè quelli che parlano nel sonno e via dicendo?"

"Io sono sempre stanco", disse, "sempre e mai. Temo sia la mia dannazione. E ora non ho assolutamente voglia di dormire."

"Lei non legge romanzi, o biografie?"
"No. Non mi piacciono le narrazioni filate, non riesco a concentrarmi."

"Te lo dico io il perché: perché chi dorme è indifeso; è senza potere. Il sonno lascia anche gli individui più forti alla mercé dei più deboli e dei più imbelli.

Sinossi ufficiale

Cuore di questo romanzo è un edificio abbarbicato in cima a uno scoglio a picco sull'oceano: la "casa del sonno" del titolo. Nei primi anni Ottanta è un alloggio per studenti universitari. E' qui che si incontrano, si sfiorano o s'ignorano i destini dei personaggi.

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Commenti

Emy
22/09/18 - 14:40:57
Mi hai incuriosita. Anche se i libri troppo "intellettuali" non mi attirano.
Leggo Quando Voglio Admin
22/09/18 - 20:27:52
Questo credo che possa piacere a tutti, proprio perché la parte ‘intellettuale’ non è così evidente 😊 è un libro che vede il suo maggiore punto di forza nella trama!

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