Copertina di Vivere!

Scheda libro

Vivere!

Quand’ero dieci anni più giovane, ottenni un bel lavoro da scansafatiche, andar per le campagne a raccogliere ballate popolari. Per tutta l’estate errai come un passeggero vagabondo tra casette e campi inondati di sole...

Consigliato: Sì
⏳ Letto in 3 giorni🥊 Colpisce: cuore😈 Vizio capitale: accidia

La recensione

Vivere!

Poi decisi di non prendermela, in fondo che senso aveva tormentarmi così? tutto questo era destino. Come recita il detto, chi scampa a una grave sventura, troverà infine la fortuna. Sicuramente mi aspettava un futuro radioso nella seconda metà della mia vita.

Incipit

Quand’ero dieci anni più giovane, ottenni un bel lavoro da scansafatiche, andar per le campagne a raccogliere ballate popolari. Per tutta l’estate errai come un passeggero vagabondo tra casette e campi inondati di sole e di cicale. Mi piaceva bene quel tè dal gusto amarognolo dei contadini; lo tenevano in un secchio, sotto gli alberi sul ciglio dei campi.

Informazioni generali

Vivere! è un romanzo di Yu Hua del 1993 portato in Italia da Feltrinelli con una traduzione di Nicoletta Pesaro.

Struttura

Il romanzo è un racconto nel racconto. Il narratore iniziale, che incontriamo nell’incipit, si soffermerà per quasi la totale durata del libro a raccontare la storia di Fugui, il protagonista, così come lui stesso l’ha ascoltata. Il narratore reale per la maggior parte del romanzo è perciò Fugui stesso. La cornice letteraria del racconto nel racconto, un po’ come quella più celebre del manoscritto ritrovato, ha la funzione di aggiungere credibilità al testo e in questo libro in particolare credo sia stata usata anche da filtro per non far dialogare il lettore direttamente con il protagonista che, soprattutto a inizio libro, potrebbe risultare un interlocutore sgradevole a causa di ciò che racconta di sé stesso.

Ma non ho mai incontrato una persona indimenticabile come Fugui, che ricordasse in modo così nitido la propria vicenda e la sapesse poi raccontare così bene. Era uno di quegli uomini che sanno leggere il proprio passato, era capace di rivedere perfettamente il suo modo di camminare quand’era giovane e persino come era invecchiato.

Trama e tematiche

La storia raccontata è quella di Fugui e comprende quasi tutta la sua vita. Da ricco spendaccione a padre di una famiglia povera, il suo racconto è personale ma grandemente influenzato dalla Storia. Le tematiche maggiormente affrontate sono i rapporti familiari, malattia, morte e povertà.

Stile, ambientazione e atmosfera

Il racconto è interamente in prima persona ed è impostato anche linguisticamente come se fosse orale. Il linguaggio è semplice e chiaro e lo stile può sembrare piatto e neutro perché non presenta inflessioni che inducano all’ilarità o alla tristezza il lettore.

L’ambientazione geografica è prevalentemente quella della Cina rurale e a livello temporale comprende buona parte del XX secolo. Racconta bene, ma senza approfondirle, le trasformazioni politiche e sociali della Cina del Novecento.

In paese è stata organizzata una mensa, ora che le pentole sono state distrutte nessuno sarà più costretto a fare da mangiare: bisogna risparmiare le forze per correre verso il comunismo. Se si ha fame, basterà alzare le gambe e varcare la soglia della mensa: pesce, carne mangerete a crepapelle!

A causa dello stile, inizialmente è difficile provare emozioni, se non la possibilità di fastidio nei confronti degli atteggiamenti di Fugui che a inizio storia si presenta come un giovane ricco superficiale e dissipatore. Procedendo con la lettura si comincia però ad apprezzare la neutralità del racconto: le scene descritte e le tematiche affrontate sono già talmente forti che aggiungere enfasi stilistica avrebbe reso meno credibile il racconto dando una sensazione di esubero emotivo al lettore.

Cura del testo

Nel libro sono presenti note brevi e nessuna prefazione/postfazione. Non c’è alcuna difficoltà di comprensione del testo ma le tematiche raccontate poco conosciute dal lettore occidentale sono numerose perciò ci sarebbe stato molto spazio potenziale di approfondimento. La traduzione appare ottima: il testo è fluente e coerente.

Esperienza personale

Fino a metà romanzo il mio apprezzamento è stato moderato. Non amo particolarmente gli stili semplici e avevo già letto romanzi similari nelle tematiche perciò non ero particolarmente colpita dal testo. C’è stata, però, una scena che mi ha fatto cambiare completamente idea. Leggendola, io che in genere sono totalmente priva di reazioni emotive in contesti di questo tipo, ho pianto. Mi sono resa conto da quel momento che lo stile semplice, che non mi aveva proprio colpita, era riuscito ad instillare in me la veridicità del racconto e a farmi dimenticare che stavo “solamente” leggendo. Da quel momento ho cominciato ad esperire il libro non come esercizio stilistico (che di solito ricerco) o semplice racconto ma come un pezzo di vita reale. Quando l’ho chiuso l’ho fatto con dispiacere.

Libri simili

Non sono un’esperta di letteratura cinese, ma questo testo mi ha fatto pensare a:

Il supplizio del legno di sandalo per la tematica popolare e per la crudezza delle scene (in Mo Yan sono davvero portare all’estremo).

La buona terra per le tematiche raccontate (coltivazione, famiglia, povertà, semplicità).

Tre citazioni per conoscerlo meglio

Nel mese che seguì fece di tutto per ignorarmi, eseguiva prontamente i miei ordini, ma non mi rivolse mai la parola. Non riuscivo neanche a trovare la scusa per arrabbiarmi con lui, dato che non commetteva nessun errore.


Quel rumore parve il tonfo di uno che si tuffa in uno stagno, quello schiaffone mi colì in pieno cuore.


Nel villaggio tutti si misero a ridere nel vederli: a quell’epoca era inusuale vedere un uomo e una donna tenersi per mano.

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Trama

Il narratore ha incontrato Fugui, un uomo ormai anziano che gli ha raccontato tutta la sua vita, piena di accadimenti, dolori e emozioni.

Quarta di copertina

Sono trascorsi ormai dieci anni da quando il narratore si è recato nelle campagne a raccogliere ballate popolari e ha avuto modo di conoscere diverse persone, fra cui un anziano contadino che arava la terra con il suo bufalo. Si chiamava Fugui ed era ben disposto ad aprire il suo cuore, a raccontare la propria storia e a spiegare come mai il bufalo aveva tanti nomi. Figlio di un ricco proprietario terriero, era considerato la pecora nera della famiglia Xu perchè in una notte giocando d'azzardo aveva perduto tutto il patrimonio familiare. Da quel momento inizia la rovina della sua casa e Fugui deve intraprendere una nuova vita, fatta di fatica nei campi, miseria e umiliazioni, per risollevarsi. Ma nell'affrontare il duro destino potrà sempre trarre la forza necessaria dall'affezionata moglie Jiazhen, dalla brava figlia Fengxia, dal piccolo Youqing... E passando attraverso la povertà, la fame, la fatica, la guerra, la carestia e la serie di lutti dei suoi cari giungerà a capire l'essenza delle cose e l'autenticità degli affetti, approdando a una superiore consapevolezza, ironica e pietosa assieme, della gioia di vivere, nonostante tutto.

Opinione veloce

Fino a metà non mi aveva preso a causa dello stile molto semplice poi è stato proprio quello a “fregarmi” e a farmi emozionare.

Pro

  • +Ambientazione
  • +Atmosfera

Contro

  • -Protagonista
  • -Ritmo

Indifferenti

  • =Stile
  • =Struttura

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