Copertina di Un varco verso il giorno

Scheda libro

Un varco verso il giorno

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Un varco verso il giorno di JeanFrançois Beauchemin è uscito nel 2021 in Canada ed è stato portato in Italia da Edizioni La Serra con una traduzione di Luisa Palazzo.

Consigliato: Sì
🌸 Primavera⏳ Letto in 2 giorni🥊 Colpisce: cuore😈 Vizio capitale: accidia

Trama

Uno scrittore racconta, per frammenti, la sua vita e la sua relazione con il fratello minore, a cui è stata diagnosticata la schizofrenia.

Quarta di copertina

Jean-François Beauchemin racconta con delicatezza e intensità il legame profondo tra due fratelli cresciuti a stretto contatto con la natura, da sempre inclini a meravigliarsi delle bellezze dell’esistenza. A narrare è il fratello maggiore, oggi scrittore alla soglia dei sessant’anni, che conduce una vita appartata nella campagna in cui è cresciuto, insieme alla moglie Livia, e ai suoi inseparabili animali. Il vero compagno e protagonista delle sue giornate è però il fratello minore, affetto da schizofrenia dall’età di tredici anni. Durante la loro giovinezza, un episodio intenso e traumatico segna profondamente entrambi: se, tuttavia, lascia nel maggiore una rivelazione sublime sul significato della vita, innesca nel più giovane l’inizio di un progressivo allontanamento dalla realtà. Da allora, il loro rapporto si trasforma in una relazione fatta di cura, ascolto e presenza costante, capace di resistere al tempo e alla malattia. Con una scrittura delicata e profondamente umana, Beauchemin costruisce un racconto in cui ogni gesto, ogni ricordo e ogni silenzio acquistano un valore universale, rivelando la forza dei legami umani e la loro capacità di dare senso all’esistenza anche nei suoi territori più fragili. "Un varco verso il giorno" è un libro luminoso sulla mente, sulle emozioni e sulla vita.

Opinione veloce

Parlando di questo libro quando mi è arrivato, sapendo che parlava della malattia (schizofrenia) di un parente caro, ho detto che immaginavo fosse doloroso. Non avrei potuto sbagliare di più. Ho sentito spesso parlare di libri che 'guariscono' ed è la prima volta che lo penso veramente anche io. Un varco verso il giorno ti fa fa venire voglia di fare come gli uccelli: prendere il volo dal tuo buio per andare incontro alla luce del sole che, lo sai, sta arrivando. Mi ha regalato pace.

Pro

  • +Atmosfera
  • +Messaggio

Contro

  • -Struttura
  • -Trama

Indifferenti

  • =Ambientazione
  • =Personaggi

La recensione

Incipit

Aveva solo tredici anni (e io quindici) quando, senza saperlo, ha iniziato a piantare i paletti del suo terribile destino. Nella fattoria in cui ci avevano incaricati di raccogliere le uova e distribuire il fieno, una mattina una mucca che conoscevamo bene si è accasciata a terra sotto i nostri occhi, pronta a partorire. Rimasti soli sul posto, in assenza del fattore, io e mio fratello abbiamo dovuto preparare direttamente, e nella più totale improvvisazione, la messa al mondo del vitellino.

Informazioni sul libro

Un varco verso il giorno di Jean-François Beauchemin è uscito nel 2021 in Canada ed è stato portato in Italia da Edizioni La Serra con una traduzione di Luisa Palazzo.

Si presenta come se fosse un memoir in cui il narratore (che sembra coincidere con lo scrittore, ma questo non è mai confermato all’interno del testo) parla della propria vita e del rapporto con il fratello minore, a cui è stata diagnosticata la schizofrenia.

Credo che il giorno in cui il dottor Dumontier ha detto che mio fratello soffriva di una malattia grave, qualcosa si sia incrinato. Se non mi inganno, poiché è vero che le parole plasmano la mente, il solo fatto di aver messo il termine “schizofrenia” sopra quel male ha in qualche modo accelerato il crollo di mio fratello.

Un varco verso il giorno è un libro che parte da un racconto personale, con una tematica spesso associata al dolore ma riesce ad arrivare a ogni lettore in modo completamente differente, facendolo riflettere sulla vita in generale e soprattutto, riuscendo a inviare un messaggio di serenità che nessuno si aspetterebbe mai partendo da una tematica simile.

Il testo ha una struttura semplice e frammentata: è composto da capitoli di poche pagine che partono da un ricordo del narratore che diventa naturalmente oggetto di un’analisi emotiva che porta a ricavarne un insegnamento. Il lettore riconosce nei pensieri e nei comportamenti del protagonista una capacità di guarigione e sollievo che, anche se non impartita come lezione dal narratore, viene percepita come essenziale e dà la sensazione di lenire le ferite di chi legge, di dare la possibilità di stare meglio grazie alla lettura.

Le risposte che mi danno preti, mistici e filosofi mi lasciano sospeso. Le loro teorie sono troppo sicure di sé, troppo penetranti, sembrano troppo piene di false chiarezze.

Il fatto che il protagonista spieghi semplicemente ciò che pensa, senza ergersi a giudice o insegnante, fa aprire il lettore e permette che, anche quello più diffidente, si affidi a lui e a ciò che racconta senza riserve. Gli altri personaggi, a parte il fratello minore, sono secondari e poco raccontati. I tentativi di alcuni di loro per aiutare sono maldestri perché non consapevoli di ciò che sta succedendo davvero nella mente del fratello minore.

Da pessimo lettore dell’animo umano, però, riteneva che la situazione sempre più allarmante di mio fratello fosse un’avaria di tipo puramente meccanico, e tentava – in modo alquanto maldestro – di porvi rimedio con mezzi assolutamente inefficaci.

Il libro, a cominciare proprio dal primo capitolo, mostra chiaramente come il medesimo evento possa colpire in modo anche opposto la coscienza delle persone e, lungi dal spiegare come ci si dovrebbe comportare o come si dovrebbe vivere, tutto ciò che fa è mostrare che le alternative a ciò che riteniamo inevitabile provare esistono e sono a portata di mano. La trama, ciò che succede effettivamente, è dunque irrilevante e colpisce in modo secondario rispetto al modo di affrontarla del narratore.

Mi sorprende ogni volta che da lui vengano tutta questa attenzione ai dettagli e questo modo così organizzato di fare. Come se dentro di sé vivesse un altro uomo che lotta contro il caos, sforzandosi di dare alla sua vita un aspetto più definito, quasi geometrico. È curioso che in me accada l’esatto contrario: una volontà che sento come indipendente dalla mia, cerca senza sosta – riuscendoci – di scuotere la mia mente, che di sicuro è troppo schematica.

Nel testo sono presenti anche momenti in cui succedono cose strane, in cui il narratore può sembrare inaffidabile o vittima di allucinazioni. Paradossalmente questo aiuta a vederlo come umano, e quindi più credibile.

So bene che nella mia mente si confonde ogni cosa e che le visioni finiscono per imbrogliarsi, ma ancora oggi mi sembra di sentire gli applausi entusiasti di tutti gli animali presenti quella mattina insieme a noi nel fienile.

Anche l’ambientazione rurale amplifica la sensazione di pace recepita. La natura è al contempo splendida e crudele, ciò che succede è al contempo inevitabile e splendido e a ogni nuova breve descrizione l’atmosfera di pace è rafforzata.

Lo stile è lirico e trascina come un’onda, ci si lascia cullare dal suono e si assimila il significato senza avere la sensazione di forzatura. Se inizialmente il lettore è cinico e restio ad aprirsi, leggendo si troverà pian piano disinnescato, cambiato.

Il ritmo di lettura è veloce perché la comprensione è semplice, lo stile leggero e i capitoli brevi. Si tratta di uno di quei libri che si termina in tempi record e rimane per molto di più nella coscienza.

La mia opinione

Ho iniziato Un varco verso il giorno aspettandomi di soffrire. Un libro che parla di malattia, anche se non mi coinvolge personalmente, è per me un facile innesco per pensare a ciò che invece è successo a me e ai miei cari, e a come la vita sia effimera e incerta. Invece, ciò che mi è successo effettivamente è completamente diverso. Se inizialmente ero restia a lasciarmi andare, durante la lettura mi sono resa conto che il testo mi stava colpendo in modo desueto. Mi hanno parlato spesso di libri che guariscono e danno pace, ma è stata la prima volta che l’ho sperimentato veramente. Leggere di questa vita semplice, in cui i momenti negativi non riescono mai a togliere la gioia di vivere al protagonista, ti fa venire inevitabilmente voglia di fermarti a contemplare tutto ciò che hai, a guardare alla vita con più rispetto e serenità. Non posso dire che mi abbia cambiata, ma sicuramente mi ha mostrato una strada che non voglio ignorare e sono già certa che ogni tanto lo riprenderò in mano per rileggere qualche citazione e che questo semplice gesto potrà aiutarmi a ricordare cosa è davvero importante.

Citazioni

“Pensa, ma non limitarti al pensiero, non dimenticare di stupirti. Stupisciti, ma non ti fermare allo stupore, non dimenticarti di pensare”.

«Quello che mi piace di questo libro» ha esordito, «è che racconta con estrema chiarezza cose che, in modo confuso, so già. Secondo me l’autore ha dovuto lavorare tantissimo per raggiungere quel livello di intelligibilità. La letteratura è facile, quando non sai come si fa. Ma quando lo sai, diventa piuttosto difficile.

Come me, aveva già intuito che la vita potesse essere, in qualche modo, più elevata, o meno vincolata dal tempo e che nel suo centro – come il nocciolo di un frutto – fosse nascosto un dispositivo creatore di destini.

Nel complesso, mi aggrappavo alla felicità e, forse perché stavo invecchiando, mi sentivo capace di affrontare, senza combatterli, i dispiaceri, le perdite e le difficoltà che mi aspettavano dietro l’angolo.

Si muore sempre due volte: nell’attimo dell’ultimo respiro, e poi quando le persone che ci volevano bene – passata l’incredulità iniziale – versano le prime lacrime.

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