Copertina di Proprietà privata

Scheda libro

Proprietà privata

Proprietà privata è un libro del 2019 di Julia Deck che è stato portato in Italia quest’anno grazie a Prehistorica Editore.

Consigliato: Sì
⏳ Letto in 1 giorno🥊 Colpisce: pancia😈 Vizio capitale: invidia

La recensione

Proprietà privata di Julia Deck

Informazioni sul libro

Proprietà privata è un libro del 2019 di Julia Deck che è stato portato in Italia quest’anno grazie a Prehistorica Editore.

Apprezzato dalla critica per lo stile particolare - la narrazione è in seconda persona e si rivolge a un personaggio coinvolto all’interno del testo - e per la sua satira, è un libro arguto e piacevole che dà la possibilità al lettore di leggerlo con la profondità che desidera.

L’incipit

Uccidere il gatto sarebbe stato un errore, in generale e in particolare. L’ho pensato quando mi hai spiegato cosa intendevi fare del cadavere. Era aprile, ci eravamo trasferiti da sei mesi. Le case appena costruite risplendevano sotto il sole umido di rugiada, i pannelli solari scintillavano sui tetti e il prato cresceva fitto ai due lati della nostra strada chiusa.

Proprietà privata è un romanzo diverso dagli altri e, per capirlo, basta leggere l’incipit del libro.

Lo stile del libro, seppur semplice e incisivo, si contraddistingue per l’utilizzo della seconda persona. La narratrice, che corrisponde alla protagonista del romanzo, si rivolge al proprio marito, riportandogli gli accadimenti degli ultimi mesi, per riuscire a fare un punto della situazione di ciò che è successo e di come tutto possa essere degenerato fino al punto in cui ha deciso di scrivergli.

L’immagine dell’uccisione del gatto ha una doppia funzione:

  • catalizza immediatamente l’attenzione del lettore con un’azione (in fieri) che colpisce subito con forza all’emotività di chi legge e lo porta subito a chiedersi se il gatto sia stato effettivamente ucciso o no.
  • caratterizza sin da subito i personaggi mostrandoceli come persone non buone. Lui perché parla di uccidere un gatto lei perché ammette da subito di non trovarla una giusta scelta per motivazioni pratiche e non emotive.

Nella descrizione successiva viene immediatamente introdotto l’elemento dei pannelli solari che mostra al lettore un punto focale della successiva lettura: i personaggi infatti vivono in un eco-quartiere e sarà proprio lui ad essere il simbolo delle contraddizioni narrate all’interno del testo.

Il titolo

Perché non si trattava semplicemente di uccidere il gatto. Ma di decretare il nostro trionfo, il nostro accesso alla proprietà privata.

Il titolo del libro compare quasi immediatamente nel testo e aiuta il lettore a comprendere la chiave di lettura del libro: ciò che agognano i protagonisti è la loro proprietà privata, arrivare cioè al possedimento del simbolo per eccellenza di aver “costruito” una famiglia e di stare compiendo al meglio il proprio ruolo di persone adulte e responsabili.

Le priorità dei personaggi sono chiare da subito e ci fanno capire che quella che leggeremo è una satira sociale che gioca sui bisogni dell’individuo (la proprietà privata) mettendole in ridicolo (abbinare lo status quo da raggiungere all’uccisione del gatto sottolinea la primordialità del bisogno e gli toglie solennità).

L’alienazione

Era un invito parigino, sincero sul momento ma formulato senza il minimo riferimento temporale, in modo da far capire all’interlocutore che non si concretizzerà mai. Cécile, però, era di Seine-et-Marne. Per lei un invito era un invito.

Sono numerose, nel romanzo, le scene in cui si capisce come la narratrice non riesca a comprendere e a farsi comprendere dalle altre persone coinvolte nella storia. Nonostante i suoi tentativi ripetuti di avere dei bei rapporti con loro, più si va avanti nella lettura più si percepisce il suo senso di alienazione rispetto alla realtà che la circonda e che le fa comprendere quanto ciò che sognava fosse idealistico.

La sofferenza psicologica

Volevo provare dolore. Almeno avrei saputo perché stavo soffrendo.

Per quanto la personalità della narratrice e le sue azioni possano essere lontane dal pensiero del lettore e giudicabili, ciò che prova è evidente e talmente potente che, pur vedendola compiere qualcosa di assurdo, riusciamo a comprendere il perché lo sta facendo. Non diventiamo lei, ma trasliamo ciò che prova in situazioni analoghe della nostra vita e le riportiamo alla mente per poter ammettere che, anche se ce ne vergogniamo, anche noi quando subiamo tanto emotivamente e psicologicamente ci comportiamo (o potremmo comportarci) in maniera irrazionale.

Ma il gatto viene realmente ucciso?

Uccidere il gatto sarebbe stato un errore. Te l’ho detto subito. In generale perché non siamo di quelli che se la prendono con gli animali e in particolare perché non abbiamo l’abitudine di esprimere il nostro disappunto inchiodando cadaveri alla porta dei vicini.

Il leitmotiv del gatto si ripete per buona parte del testo e il lettore continuerà ad aggiungere e a togliere indizi sul suo personale taccuino da detective. La bellezza del libro sta proprio nel fatto che, sebbene il racconto sia interno alla storia, per noi sia impossibile fidarsi della narratrice. Se da un lato la comprendiamo perché umana e fragile come noi, dall’altra sappiamo che potrebbe anche nascondere qualcosa.

Linguaggio

Ti divertivi a ricamarci su, e le tue descrizioni non mancavano certo di sale.

Per quanto lo stile utilizzato sia letterario e di qualità, si tratta di uno scritto di una persona comune verso un’altra. Per questo motivo nel testo sono presenti modi di dire tipici del parlato che danno una maggiore credibilità allo scritto e lo rendono anche più scorrevole, portandoci a leggerlo come se fosse uno sfogo vero e proprio e non un escamotage.

La mia opinione

Proprietà privata è un romanzo magnetico che contiene la maggior parte degli elementi che ricerco in un testo. È un testo intelligente, cinico e significativo. È un libro che si allontana dall’idea classica di Letteratura (in seconda persona, protagonista anti-eroina, racconto non lineare) ma ne utilizza gli strumenti per enfatizzare ciò che è importante (ripetizioni, metafore non esplicitate, iperrealismo). Leggendolo ho trovato frasi che mi raccontavano e spiegavano momenti che ho vissuto - anche se in modo completamente diverso -, sono stata intrattenuta grandemente (l’ho finito in una serata e ne ero così presa da non sopportare interruzioni) e ho anche riflettuto sulle mie priorità e su quanto sono cambiata nel tempo. Mi ha dato ciò che un romanzo ben fatto deve lasciare: piacere della lettura, domande, curiosità di approfondire diverse tematiche.

Conclusione

In conclusione, Proprietà privata è un libro che può potenzialmente piacere a un vasto numero di lettori. Ha un linguaggio attento e preciso ma semplice che non impedirà di apprezzarlo a coloro che cercano intrattenimento ma che non dispiacerà anche a chi desidera che un testo sia prima di tutto qualitativo e per questo motivo lo consiglio a tutti. In particolare, però, può fare per voi se:

  • amate i testi che analizzano le dinamiche sociali.

  • apprezzate il cinismo e non pensate che un libro debba romanticizzare la realtà.

  • vi interessano le introspezioni psicologiche che scavano nell’inconscio del personaggio.

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Trama

Una coppia parigina si trasferisce in un eco-quartiere in periferia realizzando finalmente il suo sogno: possedere una proprietà privata tutta per loro. Scopriranno presto, però, che il loro desiderio è ben diverso nella realtà.

Quarta di copertina

“Era tempo di comprare. La nostra scelta cadde su un piccolo comune in pieno slancio, sicuri di fare un buon investimento. Già svariati mesi prima di traslocare avevamo preso le misure dei mobili. Non vedevamo l’ora di vivere finalmente a casa nostra. E forse avremmo potuto realizzare quel sogno se, una settimana dopo esserci insediati, i Lecoq non si fossero trasferiti dall’altra parte del muro.” Annabelle, del resto, è la vicina indesiderabile, quella che non conosce pudore, che prende in prestito lo zerbino, che ascolta e spia, e che provoca un po’ tutti, soprattutto gli uomini. Con questa presenza invadente, unitamente a quella del gatto rosso dei Lecoq – che entra nella casa degli altri quando vuole – la vita che si preannunciava idilliaca diventa un vero incubo. Tanto che Charles Caradec, marito di Eva, la narratrice di questo romanzo crudele, non regge. Quando progetta di uccidere Pel di carota, la sua vita e quella di tutta la comunità degenera. Al di là del cinismo che attraversa queste pagine, del sorriso che suscita, si prova una sorta di terrore davanti a questo quadro iperrealista della nostra epoca. La penna appuntita di Julia Deck non fa sconti.

Pro

  • +Atmosfera
  • +Messaggio

Contro

  • -Ritmo
  • -Struttura

Indifferenti

  • =Personaggi
  • =Trama

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