Scheda libro
L'uomo che cambiò il futuro
Romanzo breve ma non troppo sul futuro del mondo, sui viaggi nel tempo, sugli zombie e sul pensiero cartesiano
L'uomo che cambiò il futuro è il secondo romanzo dell'autore G. B. Thistle. È un romanzo distopico fortemente legato ai viaggi nel tempo.
La recensione
L’uomo che cambiò il futuro è il secondo romanzo dell’autore G. B. Thistle. È un romanzo distopico fortemente legato ai viaggi nel tempo.
Il mondo distopico descritto (2301) viene raccontato piuttosto dettagliatamente: solo le persona più abbienti vivono in superficie, gli altri sono costretti a vivere sottoterra. Questa differenza ha diviso la popolazione in sahib (abitanti del “sopra”) e talpe (abitanti del sotto) e ha portato ad una forte divisione in classi.
L’unico cibo disponibile è sintetico e l’acqua scarseggia e va, perciò, ben dosata.
Per tutta la lettura notiamo come l’autore ci descriva qualcosa che conosce bene e che visualizza a sua volta, le immagini descritte sono le stesse che ci racconterebbe chi visiona quel luogo per la prima volta.
Anche la spiegazione della distopia è presente, seppure non abbia molto spazio all’interno del testo.
L’ambientazione è, dunque, facile da immaginare e comprendere.
Alcuni riferimenti al passato ricordano il nostro mondo, ma altri sono fantasiosi (o almeno così penso del morbo di Papeete, non avendo trovato niente al riguardo), perciò non si può desumere che il passato coincida esattamente con il nostro.
Lo stile dell’autore è una miscellanea di più cose.
Potrete trovare parole nuove, coniate da lui (ad esempio sahib) o che in questo contesto prendono un significato differente, legato alla storia (talpe) e un gergo specifico legato alla strumentazione scientifica o al contesto politico.
Il linguaggio narrativo è semplice e gergale, ricco di modi di dire o di frasi che si usano solitamente in via verbale (alcuni esempi: la faceva da padrone, ci stava, stavano messi, alla bene e meglio), sia nei dialoghi che nel racconto vero e proprio. Gli avverbi sono moltissimi e la punteggiatura è minimale.
C’è anche un dialogo in latino, anch’esso tradotto direttamente dal nostro modo giovanile di parlare, divertente e diverso!
Per quanto sia un libro molto veloce e semplice, la sua struttura non è del tutto lineare. Si divide in tre tipologie di capitoli:
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la tipologia che apre l’opera, che vede una sorta di confessione/testimonianza, di una dei protagonisti della vicenda. L’incipit è, da subito intrigante e incuriosisce sul perché dell’esistenza di questi capitoli.
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la serie di capitoli normali, in cui vediamo il punto di vista dei nostri protagonisti (raccontati dall’esterno ma con un grado di consapevolezza interno)
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il punto di vista del cattivo, che aggiunge suspense e ci fa chiedere se riuscirà a portare a termine la sua missione Le tre tipologie si alternano senza uno schema fisso.
La trama è difficile da raccontare senza anticipare troppo, ma ci proverò: siamo nel futuro e un gruppo di ragazzi particolarmente dotato (QI da geni) è stato scelto per inaugurare una macchina del tempo, programmata per tornare indietro nel tempo. Nel frattempo, un uomo losco sta evidentemente per mettere in atto un piano contro l’umanità.
Nello svolgimento saranno molti i temi trattati e non ci sarà mai da annoiarsi. Persino Cartesio e il suo pensiero “cogito ergo sum” saranno chiamati in causa.
Il finale sembra particolarmente prevedibile e, invece, l’autore gli fa prendere una svolta da me del tutto disattesa (e particolarmente apprezzata).
Tutto il libro è raccontato con ironia e divertimento e, a sua volta, ci porta il sorriso. L’atmosfera percepita, dunque, è ridanciana e divertita.
La cura del libro è da perfezionare, vi sono alcuni refusi e qualche errore, ma niente che infici realmente l’apprezzamento finale del libro. La mia copia è anche una delle primissime stampate, perciò è più che certo che questo elemento migliorerà con le tirature successive.
In conclusione, L’uomo che cambiò il futuro è un libro che nasce da un’idea interessante e ben visualizzata dallo scrittore, che viene portata avanti egregiamente, seppur non in maniera particolarmente attenta alla credibilità finale (c’è della coerenza ma non bisogna essere troppo legati a ciò che sappiamo essere vero nel nostro mondo). Si nota che l’autore si è divertito a scriverlo e che il suo intento è quello di intrattenere anche noi e, di fatto, ci riesce bene.
Lo consiglio perché, anche se non perfetto, è stato per me una boccata di aria fresca e, per una volta, mi sento di dare più importanza a questo (che manca spesso negli autori emergenti) che alla tecnica che, inevitabilmente, migliorerà con l’esperienza.
Leggero e veloce, si finisce senza accorgersene.
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Una macchina del tempo, tre ragazzi particolarmente intelligenti, degli zombie e Cartesio. Questa la divertente ricetta utilizzata dall'autore in L'uomo che cambiò il futuro.
Quarta di copertina
È la mattina del 21 gennaio 2301. Un giorno importante per la storia dell’umanità. L’inaugurazione della prima macchina commerciale per viaggi temporali sta per avere luogo. E Ari, Ted, Liza, Erika e Geno sono tutti in qualche modo coinvolti nell’evento. Ancora non lo sanno, ma presto le loro vicende si intrecceranno fino a diventare una comune corsa contro il tempo, che li trascinerà in un viaggio tra epoche e mondi diversi, zombie e personaggi lontani, atmosfere distopiche e riflessioni filosofiche, nel disperato tentativo di salvare se stessi ed il mondo da un terribile destino.
Pro
- +Argomento
- +Copertina
- +Finale
- +Incipit
- +Ritmo
- +Svolgimento
- +Trama
Indifferenti
- =Cura
- =Personaggi
- =Stile