Scheda libro
Lady Susan - I Watson - Sanditon
I Mini Mammut Newton Compton sono spesso una salvezza per gli acquirenti compulsivi di libri: a poco prezzo si può ottenere un classico che non sfigura affatto in libreria.
La recensione
I Mini Mammut Newton Compton sono spesso una salvezza per gli acquirenti compulsivi di libri: a poco prezzo si può ottenere un classico che non sfigura affatto in libreria.
Mi sono imbattuta in questa raccolta di romanzi brevi (o racconti lunghi) di Jane Austen proprio perché cercavo un libro economico che mi aiutasse a raggiungere la soglia minima per utilizzare un buono e, anche se io e questa autrice non siamo mai state particolarmente amiche, ho pensato che sarebbe stato interessante leggere qualcosa di meno famoso rispetto ai più rinomati Orgoglio e Pregiudizio e Ragione e Sentimento.
I tre titoli presenti in questa antologia (Lady Susan, I Watson e Sanditon) sono totalmente diversi tra loro. Per questo motivo ho deciso di farvi una recensione separata per ognuno di loro, ma più concisa delle solite, in modo da parlare solamente degli elementi portanti di ogni racconto.
Andando in ordine di lettura, la prima opera in cui ci si imbatte è Lady Susan. Questa storia è, senza ombra di dubbio, l’ago della bilancia che fa pendere la decisione del lettore sulla piacevolezza della lettura. Si tratta, infatti, di un’opera che si discosta significativamente dal resto della bibliografia di Jane Austen e, per questo motivo, potrebbe essere paradossalmente più apprezzata da coloro che non amano particolarmente la scrittrice britannica.
Il motivo principale per cui la storia è unica è la sua protagonista: Lady Susan. In questo romanzo, infatti, troviamo come personaggio principale una donna bella e intelligente ma anche egoista, egocentrica, arrogante, cattiva e, seppur madre, priva del minimo istinto materno.
Questa scelta è eclatante per diversi aspetti: prima di tutto non ci si aspetta una protagonista-antieroe in Jane Austen, secondariamente si tratta di una donna che fuoriesce profondamente dai canoni che, tutt’ora, si vogliono attribuire alla figura femminile e, infine, bisogna ricordare che questo racconto è stato scritto nel 1793 e che, dunque, il suo impatto sulle persone e l’opinione pubblica avrebbe potuto essere ben più forte di quello che potrà provare un lettore contemporaneo.
Io che, come ho già anticipato, non provo particolare simpatia per le opere di Austen (che trovo valide, ma che non rientrano totalmente nei miei gusti personali) ho avuto con Lady Susan un sorpresa piacevolissima. Al contrario, molti di coloro che amano l’autrice l’hanno trovato “sbagliato”. Il motivo è evidente: per quanto la scrittura sia la stessa, non è così semplice riconoscere l’autrice come, invece, succede in altre opere, seppur sempre minori.
Il finale, però, non porta completamente a termine la coraggiosa scelta iniziale, anche se rimane sempre credibile e coerente con quanto raccontato precedentemente.
Altro aspetto che rende Lady Susan diverso dalle altre due opere è la sua struttura, si tratta infatti di un romanzo epistolare.
Questa scelta strutturale non è una novità nella letteratura dell’800 ma non è quella tipicamente usata dall’autrice.
Personalmente l’apprezzo molto e trovo che sia stata ben costruita. Mi ha grandemente aiutata ad apprezzare l’introspezione psicologica dei personaggi.
I Watson è il secondo racconto della raccolta ed è anche quello che ricorda maggiormente le altre opere Austeniane. I personaggi, i loro caratteri e le loro relazioni ricordano moltissimo quelli di Orgoglio e Pregiudizio.
La protagonista (Emma) intelligente e sveglia, che non vuole un matrimonio “a tutti i costi”.
L’unica sorella saggia e buona è la maggiore ed è anche l’unica con cui Emma abbia confidenza.
Le altre sorelle sono sciocche ed egoiste e agiscono allo scopo di ottenere un buon matrimonio.
Il rapporto con il padre, la scena del ballo.. sono molti gli aspetti che si possono ricollegare tra le due opere.
Qui il finale proprio non c’è. L’opera di Jane Austen è, infatti, rimasta incompiuta. Nella mia edizione, però, è stata inserita dal curatore una nota che descrive quella che si presume essere la conclusione pensata dall’autrice e confidata a Cassandra, sua sorella.
In Sanditon, terzo e ultimo racconto dell’antologia, è l’ambientazione ad avere il ruolo fondamentale. A partire dal titolo (Sanditon è appunto la località dove si svolgerà la vicenda principale) si comprende che il focus della narrazione non sarà una storia d’amore, bensì i caratteri fuori dal comune dei suoi personaggi. In questo racconto si denota ancora di più la tagliente ironia dell’autrice (fortemente presente in ogni suo scritto).
Anche qui, non c’è vera e propria conclusione. La storia è stata scritta da Jane Austen fino a pochi mesi prima della sua dipartita e, la sua malattia, l’ha costretta a smettere di scrivere prima di averle donato un vero e proprio finale al racconto.
In generale mi sento di affermare che lo stile di Jane Austen, per quanto classico, è veloce e accessibile a tutti i tipi di lettori.
Per lo stesso motivo il ritmo di lettura dei suoi scritti è molto veloce e di facile lettura.
In conclusione, questo volume mi ha stupita nel racconto Lady Susan e credo che vada letto principalmente proprio per la sua presenza. I due racconti aggiuntivi (I Watson e Sanditon) sono più apprezzabili per l’idea che per il loro sviluppo, perché trattandosi di due opere incompiute, il lettore fatica a coglierne l’intera potenzialità.
Si tratta di una lettura piacevole ed economica, che non mi sono pentita di avere acquistato.
D’altro canto non si tratta, per me, di uno dei classici che non possono mancare nella libreria di un lettore.
Per questo motivo lo consiglio solo a chi è curioso di leggere Jane Austen in una veste diversa o ama particolarmente l’autrice e desidera conoscerla in ogni sua sfaccettatura.
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Tre opere minori di Jane Austen che spaziano, mostrando nuovi lati, prima sconosciuti, della famosa autrice!
Quarta di copertina
La città di provincia, le chiacchiere misurate dei salotti, le ferree regole e convenzioni dell'universo piccolo-borghese: in queste tre brevi opere gli ingredienti per entrare nello straordinario mondo della Austen ci sono tutti. La protagonista di "Lady Susan", frizzante romanzo epistolare, è una donna energica, intelligente, senza scrupoli, che si diverte a giocare con i sentimenti degli uomini. Ne "I Watson" Emma, coraggiosa e arguta eroina, vede le sue ambizioni matrimoniali frustrate dalla povertà e dall'orgoglio. Infine "Sanditon", ambientato in una località marina di villeggiatura, presenta una straordinaria galleria di personaggi ipocondriaci osservati con occhio divertito e scettico. Il Settecento inglese della borghesia di provincia, delle buone maniere, del matrimonio come aspirazione suprema: Jane Austen ha saputo dipingere il suo tempo con grazia ed eleganza, ma ne ha lasciato accuratamente emergere, con le stesse armi tipiche di quei salotti, arguzia, bon ton, ironia, gli aspetti più retrogradi, rivelandosi, pur tra le pareti domestiche, donna di spirito e femminista ante litteram. Introduzione di Ornella De Zordo.
Pro
- +Ambientazione
- +Atmosfera
- +Protagonista
- +Ritmo
- +Trama
Contro
- -Finale
- -Svolgimento
Indifferenti
- =Cura
- =Incipit
- =Personaggi
- =Stile