Copertina di La stanza del vescovo

Scheda libro

La stanza del vescovo

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Ho letto diversi libri di Piero Chiara e non mi è mai capitato di pentirmi della mia scelta. I suoi romanzi sono molto brevi e li uso come un bonus tra una lettura e un'altra quando ho bisogno di qualcosa di sicuro e...

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La recensione

Ho letto diversi libri di Piero Chiara e non mi è mai capitato di pentirmi della mia scelta. I suoi romanzi sono molto brevi e li uso come un bonus tra una lettura e un’altra quando ho bisogno di qualcosa di sicuro e poco impegnativo.

La trama di questo libro è difficile da inquadrare in un genere specifico perché, nella teoria, sarebbe un giallo ma, nella pratica, ne manca l’atmosfera e persino gli elementi fondamentali. Ci sono dei dettagli e dei fatti che fanno capire la direzione del libro verso il giallo ma nella maggioranza delle pagine si parla di tutt’altro senza nemmeno il tentativo di mantenere la suspense e l’attenzione del lettore rivolta a ciò che potrebbe succedere e a chiedersi cosa ci nascondono i personaggi di Villa Cleofe. Non ho capito se l’intento dello scrittore fosse quello di alternare proponendo solo qualche goccia di giallo ogni tanto o se abbia provato a scriverlo con un intento diverso ma non gli sia riuscito. In entrambi i casi non si tratta di un libro giallo, almeno per come lo intendo io, perciò non l’ho etichettato in tal senso.

Il ritmo si collega direttamente all’impressione che ho avuto della trama; è lento e rilassato e non ricorda molto l’atmosfera che si dovrebbe creare in un giallo dove, anche se non succede niente, il lettore dovrebbe essere portato a girare le pagine più velocemente perché avverte la tensione. Non si può considerare, però, un elemento negativo, perché non è così lento da annoiare il lettore e non penso che l’autore volesse renderlo più incalzante di così.

Il medesimo discorso si può fare per la suspense, è totalmente assente e non mi è dato sapere se questa scelta sia voluta o meno ma, dato che il libro sarebbe molto meglio se fosse stato scritto con questa chiave, mi sento di inserirla tra gli elementi negativi. Il libro è veramente troppo lineare per apprezzare questa mancanza di tensione.

La struttura del libro è buona, tutto torna ed è sensato. Per come è “costruito” l’autore avrebbe potuto benissimo farlo convergere facilmente verso un genere univoco, qualunque esso volesse essere.

Lo stile di Chiara è caratterizzato da una scrittura fluida, simpatica e leggera. Questo libro, essendo anche ambientato in estate, potrebbe essere un’ottima scelta per chi volesse leggere in spiaggia o in vacanza. Non è impegnativo, non è un libro imperdibile, ma è piacevole e un buon passatempo.

Sempre legata all’idea di leggerezza che mi dà questo autore c’è anche la sua ironia. Non posso asserire che mi conquisti completamente perché la trovo a tratti esagerata; non scherza insieme al lettore, sono i personaggi che si prendono veramente troppo poco sul serio, per i miei gusti. A tratti, invece, è simpatica e gradevole.

I dialoghi sono pochi e piuttosto basici, niente di eccezionale o di deprecabile.

Ora, passiamo al tasto dolente della recensione: i personaggi. Normalmente è la loro caratterizzazione che mi interessa maggiormente, cioè la capacità dell’autore di farceli conoscere, di descriverli più con le azioni e i loro pensieri che a parole. Chiara non difetta particolarmente in questo e non eccelle nemmeno, i personaggi dei suoi libri, in realtà si assomigliano molto e per una lettura di poche pretese è sufficiente. Il protagonista del libro, però, è talmente superficiale e ha talmente tanta pochezza di spirito e iniziativa che, tutto sommato, penso sarebbe stato meglio, perdere un po’ di tempo ad approfondirlo per dare la possibilità al lettore di comprenderlo meglio. Penso che un libro, per essere fatto bene, debba avere o un narratore esterno o interno che non parli per niente di sé oppure, se parla anche di sé, deve avere un qualche tipo di carattere. Qui il protagonista, invece, si fa trasportare dagli eventi e non agisce in nessun senso se non quando si trova nella situazione di doverlo fare.

Come nella maggioranza dei libri, non c’è un vero messaggio che l’autore vuole mandare ma i comportamenti dei personaggi, che sono veramente facili e lascivi in maniera inquietante, lo manda comunque. Sarò moralista io ma non ho apprezzato affatto; sono abituata a romanzi con personaggi di tutti i tipi ma che chiunque sia disposto ad andare a letto con il primo offerente, senza nemmeno apprezzarlo per un qualche motivo è un’esagerazione troppo grande per me. Ci fosse stato un barlume di motivazione o selezione non avrei avuto nulla da obiettare.

Lo consiglio solo a chi vuole una lettura leggera, come intermezzo tra le altre letture o come svago.

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Trama

1946, il protagonista approda, con una grossa barca a vela, a Oggebbio sul Lago Maggiore. Qui conosce il dottor Orimbelli che vive a Villa Cleofe e tutta la sua famiglia. Orimbelli diventa immediatamente suo amico e lo ospita volentieri a casa sua in quella che viene chiamata la stanza del Vescovo.

Quarta di copertina

Estate 1946. La guerra é appena terminata e sulle rive del Lago Maggiore si torna faticosamente a vivere. Il protagonista di questo maturo e sapido romanzo di Piero Chiara é un giovane sui trent'anni che solca le acque del lago per diporto; gettata l'ancora nel porticciolo di Oggebbio, viene invitato a Villa Cleofe dall'enigmatico dottor Orimbelli, che lì vive con la moglie, acida e molto più anziana di lui, e la bella cognata Matilde, vedova. Il giovane si sente nel contempo attratto e respinto dal mistero che si respira nelle stanze di quella villa, ma finisce con l'accettare l'ospitalità di Orimbelli. Giorno dopo giorno l'amicizia tra i due si consolida, anche perché entrambi non tardano a riconoscersi come accaniti dongiovanni. Un tragico avvenimento viene però a turbare il clima tranquillo della villa, e quello che fino a quel momento é stato un fine ritratto della vita di provincia assume all'improvviso i contorni del "giallo". Cos'é avvenuto veramente nella darsena? Chi era l'uomo in bicicletta intravisto sulla strada del lungolago?

Pro

  • +Stile
  • +Struttura

Contro

  • -Messaggio
  • -Personaggi
  • -Suspense

Indifferenti

  • =Dialoghi
  • =Ironia
  • =Ritmo
  • =Trama