Copertina di La baia del fenicottero

Scheda libro

La baia del fenicottero

7

La baia del fenicottero di Riccardo Marchetto edito da WLM è il romanzo inedito vincitore del Premio Giallo Indipendente 2019.

Consigliato: Sì

La recensione

La baia del fenicottero di Riccardo Marchetto edito da WLM è il romanzo inedito vincitore del Premio Giallo Indipendente 2019.

Si tratta di un libro che, per alcuni aspetti, ricorda molto i film noir degli anni 80 ma che per altri si distingue totalmente mostrando la particolare firma dell’autore.

Iniziamo con lo stile. Il primo aspetto che stupisce è il linguaggio perché, oltre a quello tipico del noir, ben utilizzato, troverete anche dei termini specifici o tipici degli sport che tratterà (principalmente il surf, ma anche altro) che verrà affiancato molto spesso da analogie del tutto fuori dal comune.

La scrittura di Marchetto, dunque, si distingue facilmente e stupisce proprio nei momenti in cui il lettore si aspetterebbe qualcosa di già sentito e, per questo, di semplice da indovinare.

Le onde frangono velocemente sulla secca, regalando lunghe destre con occasionali sezioni a tubo. Nina guarda il labbro catapultarsi in avanti prima di esplodere sulla superficie sottostante. Non è sicura che la misura sia sufficiente per infilarsi nel tunnel ma è certa che ci proverà alla prima occasione. Si getta sulla tavola e attacca a pagaiare con forza.

Per questo motivo anche l’ambientazione colpisce: nonostante i riferimenti geografici non siano particolarmente rilevanti ai fini della storia, le descrizioni dei luoghi (interni od esterni) colpiscono sempre sia per il gergo utilizzato, mai banale, ma anche per la capacità dell’autore di visualizzare, e a sua volta mostrare, ogni dettaglio fondamentale.

Si tratta di una narrazione molto visiva che trova coerenza anche nella struttura dei dialoghi e nelle scene raccontate.

Il testo è ambientato sul Delta del Po nella settimana che va da Natale a Capodanno.

Nonostante siano chiari e ribaditi entrambi gli aspetti, sicuramente ben curati dall’autore, il lettore non troverà descrizioni indirette che ricordino il periodo o il luogo.

Tantissimi sono i riferimenti a canzoni, libri, film e personaggi famosi.

Altro elemento inaspettato è il personaggio principale della vicenda che, invece di essere il classico uomo della periferia, è una giovane ragazza benestante. Nonostante la differenza di sesso, età e retaggio il carattere di Nina assomiglia molto a quello che ci aspetteremmo dal genere. La protagonista, infatti, è arrogante, fiera, maschilista, utilizza un linguaggio scurrile e totalmente noncurante del politically correct e i suoi comportamenti sono eclatanti e apparentemente senza limiti, sia legali che morali (sesso, droga e rock’n’roll, potremmo riassumere).

Questo prevarrà in gran parte del libro, ma non sarà l’unico aspetto che conosceremo della giovane che, in molti momenti della vicenda, sembrerà ricredersi su tutto e vedere sé stessa per quello che potrebbe sembrare dall’esterno: una ragazza viziata e inconsapevole della serietà della situazione creata a causa dei suoi comportamenti incauti.

Nina se ne compiace. Rompere i coglioni agli sbirri è sempre un pregevole passatempo e per qualche secondo riesce a dimenticare i suoi guai.

L’incipit del libro attira immediatamente l’attenzione del lettore perché mostra una ragazza, di cui non conosciamo il nome, alle prese con una situazione pericolosissima: deve riuscire a liberarsi prima di affogare e rimanere in balia dell’acqua.

La trama sarà legata a questo evento ma, sebbene si possa capire quasi dalle prime pagine il collegamento tra la storia e l’inizio del testo, ci vorrà tutto il volume per riuscire a farci un’idea chiara di ogni avvenimento e del perché della situazione iniziale.

Lo svolgimento, infatti,  è ricco di intrighi e colpi di scena. Il fatto che le indagini siano portate avanti da una ragazza inesperta, sebbene il suo atteggiamento possa farcelo dimenticare, aiuta a non farci comprendere quali osservazioni siano giuste e, quali, invece, pecchino di ingenuità.

Lo stesso vale per i personaggi che non sono Nina: è un narratore esterno a raccontarci tutto, ma in realtà la narrazione coincide con ciò che pensa la ragazza e, perciò, i personaggi, già molto controversi e strani, vengono visti dal lettore in modo parziale e poco realistico rispetto al ruolo che ricoprono.

Il finale è ciò che accentua maggiormente questo aspetto e che manifestamente riporta all’idea del film degli anni 80.

Aspetto che non ho compreso bene è la mancata chiusura del cerchio: il motivo per cui la ragazza arriva sul Delta del Po è chiaro ma questo aspetto non viene mai veramente chiuso. Non so se sia per lasciare spazio ad una nuova eventuale indagine o perché semplicemente non c’era null’altro da scoprire.

Deve giocarsi il suo bluff fino in fondo e sperare che quello che le hanno insegnato i film per ragazzi degli anni ottanta funzioni anche nella vita vera.

In conclusione, La baia del fenicottero di Riccardo Marchetto è un noir che riesce al contempo ad occhieggiare ai classici del genere che ad essere completamente unico grazie alle scelte stilistiche dell’autore. Più che perseguire la credibilità della storia (che personalmente mi è mancata) lo scrittore crea un insieme di scene e personaggi peculiari, spesso divertenti, ma soprattutto significativi e rimarchevoli determinati cliché e stereotipi che vengono, però, rielaborati in chiave del tutto personale.

L’ho trovata una lettura leggera, semplice e ben ritmata, stilisticamente interessante, ma molto cinematografica e quindi, per il mio personalissimo gusto, poco significativa in questa veste.

Se letto come tributo di un estimatore, piuttosto che come opera a sé potrà essere maggiormente apprezzata.

Per questi motivi la consiglio ad un pubblico che ricerchi una lettura noir vecchio stile ed ad impatto ma diversa dal solito. A chi ama i film e amerebbe vederne ricreato uno su pagina. A chi apprezza la destrezza stilistica e i personaggi peculiari. A chi non si stancherebbe mai del binomio polizia corrotta/indagine fuori dalla legalità.

Assolutamente sconsigliato a chi non ama il genere, a chi ricerca cose differenti in libri e film, a chi si interessa maggiormente della coerenza di una storia che al guizzo narrativo.

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Trama

Nina, ragazza diciottenne, decide di passare il periodo di Natale sul Delta del Po, nel tentativo di chiudere con il passato e potersi, così, concentrare sul proprio futuro. Il ritrovamento di un cadavere, poi misteriosamente scomparso, però, la coinvolgerà in indagini pericolose, che la porteranno a scoprire che niente è quello che sembra.

Quarta di copertina

I suoi occhi sono velati dal risentimento. Guardano senza vedere. Nina è una surfista di diciotto anni. Durante le vacanze di Natale, a insaputa dei genitori, parte dalla Sardegna a bordo di un vecchio furgone per raggiungere il Delta del Po, sua terra d’origine. L’intento è fare surf nella stessa baia in cui, quattordici anni prima, suo fratello scomparve in circostanze misteriose. Quello che doveva essere un viaggio di formazione si trasforma presto in un incubo quando, tra le onde, Nina trova il cadavere di una ragazzina di cui apparentemente sembra non importare a nessuno. Stanca di non essere presa sul serio e dominata da un bruciante desiderio di avventura, decide di scendere in campo per riportare a galla la verità. Per farlo, però, dovrà immergersi in un territorio ostile, dove ogni cosa sembra sopravvivere in un letargo forzato, celato da uno spesso strato di nebbia. Ben presto Nina capirà che nulla è come appare. Le paludi salmastre e le spiagge deserte custodiscono un via vai di traffici inquietanti al limite dell’assurdo. Per arrivare in fondo, la ragazza sarà costretta a confrontarsi con una serie di personaggi surreali e con l’ingombrante presenza del proprio passato, in una discesa improbabile negli abissi della condizione umana.

Pro

  • +Incipit
  • +Personaggi
  • +Ritmo
  • +Stile
  • +Svolgimento
  • +Trama

Contro

  • -Credibilità

Indifferenti

  • =Cura
  • =Finale
  • =Protagonista