Copertina di Cronache di un venditore di sangue

Scheda libro

Cronache di un venditore di sangue

8
Consigliato: Sì
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La recensione

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Trama

Cronache di un venditore di sangue racconta la storia familiare di Xu Sanguan, ragazzo e poi uomo, che si troverà in più occasioni e per motivi molto diversi tra loro, a vendere il sangue. È un romanzo familiare, dunque, ambientato nella Cina della rivoluzione culturale (pre e post 1969).

Quarta di copertina

Una grande storia - al contempo commovente e ottimistica, grottesca e tragica - in uno dei più importanti romanzi della letteratura cinese contemporanea. Una storia per certi versi epica che racconta trent'anni della vita di Xu Sanguan, un lavoratore che trasporta tutto il giorno bachi in un grande setificio. Il protagonista vive con una moglie molto bella ma capricciosa e tre figli di cui va orgoglioso: Felice Uno, Felice Due, Felice Tre. Aiuta la sua famiglia a sopravvivere durante i duri anni della Rivoluzione culturale. E lo fa vendendo il proprio sangue nei momenti più difficili e importanti (in realtà una pratica ancora oggi realmente diffusa in Cina). Ma il sangue è anche una sorta di talismano: è un dono degli avi, e per questo non va sprecato...

Opinione veloce

"Si dice che il bene prodotto da una goccia venga contraccambiato con una sorgente." Cronache di un venditore di sangue è uno di quei libri che, se mostrati anche solo fuggevolmente sui social, scatenano le opinioni. Il bello è che queste opinioni sono quasi tutte estreme, ma ovviamente, rappresentano entrambi gli schieramenti. Per alcuni è un libro strano, maschilista, poco credibile. Per altri è un romanzo poetico, profondo e unico. La mia opinione propende maggiormente verso gli entusiasti, anche se ho provato a comprendere tutti coloro che, invece, l'hanno proprio odiato. Yu Hua è un autore cinese, aspetto che credo che, per quanto banale, riveli già il perché della grande spaccatura tra i lettori: i romanzi orientali non sono assolutamente scritti come gli occidentali e per molti i dialoghi, i rapporti interpersonali e proprio il modo in cui il tutto viene raccontato, non è "credibile". Se da un lato questo si può comprendere; siamo in fondo italiani e, oltre al nostro, ciò a cui guardiamo è il "metodo Americano", che sicuramente non c'entra niente con quello orientale (eclatante e roboante il primo, in sordina e lieve il secondo), dall'altro lato si deve necessariamente prendere coscienza che essere "chiusi" ad un certo tipo di libri è un nostro limite personale e, sicuramente, non lo si può imputare all'autore: è cinese e scrive in modo allineato con la propria cultura. Personalmente ho letto ancora poco di giapponese/cinese ma mi sono subitaneamente innamorata delle loro atmosfere ed ambientazioni oniriche e favoleggianti e in Cronache di un venditore di sangue ho trovato proprio questo: una simil parabola, profonda ed onesta, racchiusa in una narrazione piacevole, semplice ma mai banale. Non trovo sia il romanzo del secolo, perché per esserlo per me avrebbe dovuto approfondire maggiormente l'ambientazione: il periodo della rivoluzione culturale cinese è interessantissimo ma, ahimè, poco raccontato e poco studiato e, sicuramente, Yu Hua ha omesso informazioni che, per noi invece, sarebbero state interessantissime!

Pro

  • +Ambientazione
  • +Atmosfera
  • +Cura
  • +Finale
  • +Messaggio
  • +Personaggi
  • +Ritmo
  • +Stile
  • +Trama

Indifferenti

  • =Approfondimento