Cambio di rotta

Di Elizabeth Jane Howard

Fazi

430 pagine

7,5/10

Consigliato: Sì

Inglese

Narrativa

Stand-alone

Romanzo

TRAMA IN BREVE

Cambio di rotta ci parla delle vite di Emmanuel, Lillian, Jimmy ed Alberta e di come le loro relazioni muteranno nel tempo. 
Una storia semplice ma arricchita da dettagli estetici e psicologici che mostrano la bravura di Elizabeth Jane Howard.

DEDICA

Questo libro è in ricordo 
di David Liddon Howard,
mio padre

INCIPIT

Sarebbe potuto succedere ovunque, in qualsiasi momento, e sarebbe stato peggio. Ad esempio a Parigi o a New York, alla vigilia di una prima, con il cuore malandato di Lillian a tenere tutti col fiato sospeso, Emmanuel in piena crisi da debutto in teatro e io che rimbalzo da un'impasse emotiva a un'altra.

RECENSIONE

... sembra tutto un po' retorico per un diario, lo so

Cambio di rotta di Elizabeth Jane Howard è la prima opera dell'autrice che leggo, oltre che al mio secondo esperimento con Fazi.

La scrittrice, divenuta celebre in particolare per la Saga dei Cazalet, in Cambio di rotta (edito per la prima volta in lingua originale nel 1959) si è cimentata in un romanzo stand-alone.

Il volume è diviso in 8 capitoli, suddivisi a loro volta in 4 sottocapitoli, ognuno dei quali focalizzato su uno dei quattro protagonisti della vicenda (Jimmy, Emmanuel, Alberta e Lillian). 
Questa struttura permette di spaziare nelle personalità dei personaggi, ci fa assistere a scene e flashback a cui avremmo dovuto rinunciare in caso di un unico protagonista e ci fa ripercorrere la stessa scena con occhi differenti, talvolta arricchendo la nostra consapevolezza, talvolta indugiando per creare aspettativa.
All'interno del testo troverete anche dei flashback relativi a eventi passati che aiuteranno a comprendere meglio il perché dei comportamenti dei personaggi.

Il ritmo, anche nei sottocapitoli più lenti o che non si preferiscono, è veloce. Probabilmente grazie alla struttura che permette di spaziare molto.

Quando mi approccio ad un nuovo autore, o in questo caso ad una autrice, la prima cosa che tento di rilevare è la sua capacità stilistica e Howard ha superato brillantemente la prova, dimostrandola in più modi.
Prima di tutto i quattro sottocapitoli non divergono solo nel focus, nel variare dalla terza (Emmanuel) alla prima persona (tutti gli altri), nell'utilizzo del diario o della lettera (Alberta) piuttosto che nella narrazione più comune, ma anche nella sintassi, nei contenuti e nella scelta delle parole.
Le frasi, infatti, rispecchiano i caratteri dei protagonisti: pragmatiche quelle di Jimmy, emotive quelle di Lillian, complesse quelle di Emmanuel e dirette quelle di Alberta. Questo è anche il motivo per cui, pur essendo lo stile parimenti ricercato e curato, potrete preferire alcuni punti di vista rispetto ad altri, sebbene in tutti vi sia una piccola parte di tutto ciò che troverete nel libro.
L'autrice ha un approccio fortemente descrittivo sia per quanto riguarda le persone, che per i luoghi e gli oggetti utilizzati dai protagonisti. Nonostante queste evidente predilezione, riesce a non far pesare questa sua caratteristica distribuendola lungo tutta la narrazione e mescolandola sapientemente con aspetti empirici o emozionali.
Altra particolarità che mostra la sua capacità è quella di rimandare alcune parti del testo a discorsi fatti precedentemente. Questa scelta è evidente più che altro nella prima metà del romanzo, ma non viene mai abusata, dando al lettore la sensazione di stare leggendo qualcosa di collegato e di attento, dove nulla, anche il dettagli apparentemente più insignificanti, è scritto per caso.

Le capacità stilistiche trovano maggiore estrinsecazione nei personaggi, che risultano vividi e, anche nella loro complessità, chiari e di facile lettura. Ovviamente le uniche personalità realmente descritte sono quelle dei quattro protagonisti. Esse, come ho già anticipato, risultano evidenti sin dal modo in cui pensano, ma vengono ulteriormente approfondite grazie ai loro comportamenti e anche alle impressioni che si trasmettono l'uno con l'altro.
Come sappiamo sin dai tempi di Pirandello, il nostro modo di vederci può divergere da quello in cui ci vede un'altra persona e anche dall'esterno non daremo necessariamente a tutti la stessa impressione. Howard è molto brava a rendere questo concetto, anche se in poche parole, mostrandoci più volte come i quattro pensino di conoscersi a fondo e che, invece, sbaglino spesso ad indovinarsi, specialmente nel momento del cambiamento.

Solo mentre si alzavano in piedi per lasciare il ristorante gli venne in mente che forse non era l'unico a nascondere qualcosa, che ognuno di loro, nel proprio intimo, coltivava un sentimento che doveva rimanere rigorosamente invisibile agli altri.

Infatti, seppure si comprenda molto tardi, il tema vero e proprio del libro è quello del cambiamento, da cui deriva il titolo Cambio di rotta.
Leggendo direttamente dal loro punto di vista è piuttosto semplice per il lettore percepire l'inesorabile mutamento dei personaggi, introdotto quasi in tutti i casi con prudenza. D'altro canto è meno evidente, almeno in tre casi su quattro, cosa sia stato a provocarlo. Howard non dimentica di introdurre spiegazioni, ma richiede anche uno sforzo di fiducia da parte del lettore, che deve pensare come credibile qualcosa che, in realtà, non è all'ordine del giorno.

In quel momento però mi sono ripromesso di cambiare rotta: d'ora in poi organizzerò la mia vita, o al massimo quella di Alberta.

I sentimenti e le emozioni provati dai personaggi sono evidenti, ma non così semplici da percepire a nostra volta. L'atmosfera provata non è travolgente quanto quella che percepiscono i personaggi, non dismettiamo mai i nostri panni indossando i loro, forse a causa del fatto che la storia non è raccontata in ogni singolo momento ma solo per i suoi aspetti salienti, anche se sono pochi i pezzi mancanti.

L'ambientazione è variabile, ma sempre ottimamente resa. Si spazia da Londra a New York alla Grecia. Per tutti e tre i luoghi troverete descrizioni sia ambientali che emotive che vi aiuteranno ad immaginare ogni scena.

Sera ad Atene: l'aria dolce e asciutta, la gente che passeggia con indolenza, senza meta, ma con dipinta in faccia la gioia di esserci.

La trama del libro è basata sulle vite dei quattro protagonisti e le loro relazioni. Ci sono Lillian e Emmanuel, coppia ormai non più giovane e sposata da tempo, Jimmy uomo di fiducia e sentimentalmente legato a loro e Alberta, giovane donna appena conosciuta ed entrata a far parte del gruppo solo in un secondo momento.

Non sono molti gli accadimenti della storia, incentrata principalmente sulla psicologia e le relazioni dei personaggi, piuttosto che sulla complessità dell'intreccio. Anche se nello svolgimento ci sarà un caleidoscopio di dettagli e cambiamenti relativi ad ambientazione, rapporti e mentalità, saranno pochi gli eventi rilevanti e quasi nulli quelli non facilmente individuabili in anteprima.

L'incipit inizia con il punto di vista di Jimmy che, insieme a quello di Alberta, è quello più facilmente fruibile. Uno degli avvenimenti più rilevanti verrà raccontato proprio all'inizio, rendendo da subito accattivante la lettura.

La storia è piuttosto facile da immaginare ma si chiude in modo auspicabile, senza colpi di scena Howard riesce a non deludere il suo lettore non scegliendo il finale più ovvio.

Ho rilevato nel testo pochi refusi ma piuttosto evidenti, non mi sento perciò di definire la cura irreprensibile.

In conclusione, Cambio di rotta è un libro che dimostra grandi capacità dell'autrice, specialmente nella resa dei personaggi e nel gioco linguistico. È un libro che ho letto volentieri e che, nonostante le non poche pagine, avrei terminato in brevissimo tempo, se non l'avessi affrontato per un gruppo di lettura. Il mio voto, forse leggermente inferiore a quello che si meriterebbe, è dovuto al fatto che, seppur piacevole, non credo che lascerà un segno dentro di me.

Detto questo lo consiglio perché è un buon libro che dimostra doti positive dell'autrice e fa ben sperare per le prossime letture. Quando sentite il desiderio di una lettura disimpegnata ma dal gusto classico Cambio di rotta potrà essere una buona scelta. 
Io proverò in futuro a leggere la saga dei Cazalet, il fatto che tutto sia raccontato in cinque libri piuttosto che in uno mi aiuterà, magari, ad entrare maggiormente in empatia con i personaggi.

CITAZIONI

Lillian ha riportato il discorso sull'attrice. È buffo come ad amare di più il contraddittorio siano quelli che non sanno sostenerlo.

Capitano, questi equivoci. Soprattutto quando uno è irresponsabile e poco scrupoloso. Anzi, probabilmente sono inevitabili eppure uno non se lo aspetta mai. Aspettarsi le cose uccide l'esperienza e un'esperienza ogni tanto ci vuole. Anche quando si tira avanti e la vita è sempre uguale.

Gli altri in un modo o nell'altro hanno trovato la pace, mentre io resto a rigirarmi in testa i problemi pratici cercando consolazione nel fatto che sarebbe potuta andare molto peggio. Se mi fermo a pensarci, mi paralizzo.

Che cosa strana: ho smesso di parlare e i pensieri si sono ritirati nel silenzio.

Il fatto è che la vita ti ha abituata a dare per scontate tante cose, ma invece non possiamo dare per scontato niente, tranne poche cosa spiacevoli o del tutto irreali. Te lo dico io, le buone intenzioni sono un terreno fertile: sono quelle che si fanno strada meglio di tutto e dividono la società al suo interno...

Uscì di casa con quel falso senso di libertà che sempre lo accompagnava quando se ne andava dal posto in cui aveva dormito. Nessun senso di liberazione, nessun movimento verso una condizione migliore, solo un'apertura: il giorno le strade della città che gli si dipanavano davanti.

Ma quei discorsi, quei pensieri, non gli facevano bene; la nostalgia è una droga pericolosa: si sviluppa un tale grado di tolleranza che presto anche le dosi più massiccia non bastano a stimolare l'immaginazione, che si ritrova a dover vivere delle proprie riserve, senza nessuna estate di caccia all'orizzonte.

Andavano usate nel modo giusto: le parole, se messe insieme come si deve, potevano coprire tutto, arrivare dappertutto.

Mi capita tutte le volte che passiamo del tempo insieme noi due soli: un certo grado di affettazione fa parte di lei come di tutte le persone, solo che lei è, come dire... fuori dal suo elemento e a guardarla ci si sente un po' come chi non può ributtare un pesce nell'acqua e prova un fastidio colpevole a vederlo dibattersi.

L'aspetto migliore dell'aeroporto di Londra è che ti trattano come se tu stessi per sottoporti a un'operazione chirurgica, e dal momento che invece non devi, la cosa risulta molto piacevole.

Ho sentito il rombo di un aereo sopra di noi e mi sono chiesto se fosse quello di Emmanuel: provo un curioso senso di abbandono quando parte senza di me. 

... la solidarietà è il tipico approccio di chi manca di fiducia in se stesso.

Forse il problema è che mi eccito per le cose sbagliate, o forse sono le emozioni forti che mi fanno stare male.

«Queste serate sono tutte uguali. Cambia solo il pubblico.»

Non le capisco proprio le persone, o meglio: quando mi sembra di averle capite , ecco che cambiano diventando persone completamente diverse. O forse sono io che cambio?

Alla fine mi sono ritrovata a chiedermi se quello di scusarsi non sia un bisogno puramente egoistico, un'ammenda per non essere quelle creature perfette che immaginiamo.

«Il guaio è che non so cosa fare di me stessa. Questo rende molto difficile i propri desideri, perché non si desidera mai la stessa cosa a lungo».

La paura del viaggio ricomincia a rimbalzarmi addosso, come una palla infallibile e molesta; c'è una bella differenza tra sapere cosa si deve fare e farlo davvero. Immagino che ci si impieghi una vita, a colmarla.

QUARTA DI COPERTINA

Emmanuel e Lillian Joyce sono una coppia di mezz'età appartenente all'alta borghesia londinese ebraica e cosmopolita. Lui è un drammaturgo di successo, lei è una donna fragile, più giovane del marito, raffinata e mondana. A mediare tra i due, il manager tuttofare Jimmy Sullivan. I Joyce conducono una vita da girovaghi: Londra e New York per il lavoro di Emmanuel, ma anche frequenti vacanze in varie località sul Mediterraneo. Emmanuel tradisce Lillian con molta disinvoltura, con le giovani attrici e le segretarie che subiscono il suo carisma. Complice anche l'abile lavoro di Jimmy, Lillian ignora le infedeltà del marito e conduce una vita ovattata. Quando c'è bisogno di una nuova segretaria, entra in scena Alberta, una ragazza molto giovane e ingenua che proviene da una numerosa famiglia di campagna. Alberta si ritrova catapultata all'improvviso in un mondo a lei del tutto nuovo. Mentre i due uomini cominciano a subire il fascino semplice della ragazza e Lillian inizia a temere che Alberta diventi la prossima amante di suo marito, l'irrequieto quartetto si trasferisce su un'isola greca, dove le dinamiche fra i quattro personaggi prenderanno una piega inaspettata...

PRO / INDIFFERENTE / CONTRO
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