L'uomo di Primrose Lane

Di James Renner
Titolo originale: The Man from Primrose Lane
Voto: 8,5
Prima edizione: 2012
Numero di pagine: 489
Editore: Einaudi
Consigliato:

Tags: Statunitense, Narrativa, Romanzo, Noir, Stand-alone, Fantascienza
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Trama in breve

L'uomo di Primrose Lane è morto. Chi era veramente? Perché è morto? Se è stato ucciso, chi è l'assassino? Questo sono le domande a cui David Neff, nel momento peggiore della sua vita, vuole rispondere. Riuscirà lo scrittore e giornalista a ricostruire adeguatamente ogni evento passato?

Dedica

A Tanner

Incipit

Era noto perlopiù come l'Uomo di Primrose Lane, anche se a volte i vicini, parlandone alle feste, lo chiamavano eremita, recluso, svitato. Per l'agente di pattuglia Tom Sackett era sempre stato l'Uomo dai mille guanti. dalla bizzarra abitudine di portare guanti di lana anche in pieno luglio.

Recensione

– Vuoi davvero avere tutto questo nella tua testa?

L'uomo di Primrose Lane di James Renner è un libro che ho scoperto in maniera del tutto fortuita: tengo sempre d'occhio le Grandi Offerte di Amazon e, vedendolo venduto ad un prezzo basso, ho deciso di acquistarlo.

Invano ho cercato notizie aggiornate e complete sull'autore e sull'opera: le recensioni online dei suoi titoli sono davvero poche e molto sguarnite. Ho preso L'uomo di Primrose Lane con l'idea di stare facendo un vero e proprio esperimento letterario e, oggi, cercherò di farvi da cicerone, in modo tale da aiutarvi il più possibile a comprenderlo e a capire se potrebbe fare anche per voi.

Parto con il dire che questo titolo non è realmente ascrivibile ad un genere specifico. Sicuramente ha molto del noir e gran parte della lettura sarà ad esso collegata, con altrettanta certezza sul finale cambia quasi completamente genere divenendo fantascientifico.
Io, come probabilmente la stragrande maggioranza dei lettori, ho serie difficoltà ad apprezzare romanzi che cambiano in questo modo il genere letterario di riferimento. Anche per me che leggo volentieri entrambi i generi, passare tutto d'un tratto dall'uno all'altro è stato grandemente traumatico; lo sarà ancora di più per chi non ama la fantascienza. 
Questo è, senza ombra di dubbio, il più grande difetto del libro e la probabile motivazione per cui la maggioranza dei lettori, una volta giunti al "cambio" desidereranno non averlo mai conosciuto, acquistato ed iniziato. 
Fermo restando che io continuo a non preferire questa scelta, l'ho voluta razionalizzare e, in questo modo, sono riuscita ad accettarla.
La prima affermazione certa che può aiutare a sopportare il cambiamento, è che esso fosse inevitabile. Per come è impostato il testo (poi vi parlerò della sua ottima struttura) e per ciò che succede al suo interno ben prima della scoperta del genere fantascientifico, il lettore capisce perfettamente che qualcosa che non va c'è e che la soluzione dell'intrigo non potrà essere solamente noir. Sicuramente la maggior parte di voi (come io stessa) penserà a qualcosa di Horror o di Fantasy, anche a causa dei riferimenti a Stephen King in copertina, ma sarete (come io stessa sono stata) del tutto fuori strada. 
La seconda, ed ultima, spiegazione di come, con il senno di poi, io sia riuscita ad amare questo libro è il fatto che, a dispetto del mio enorme scetticismo al riguardo, tutto resta incredibilmente coerente. Tutte le informazioni e i risvolti fantascientifici che vengono forniti sono incredibilmente complicati da seguire (specie se la mente decide, ostinata, di rimanere inchiodata a ciò che era prima) eppure, dati alla mano, tutto torna. Non si può dunque dire che il testo sia poco credibile (parlo della realtà del romanzo, ovviamente, e non di ciò che credo o non credo possa accadere nel nostro mondo) e questo, ha qualcosa di quasi miracoloso, visti gli sviluppi a dir poco assurdi, che leggeremo da un certo momento in poi.

C'è un punto di non ritorno che va superato prima di poter accettare come dati di fatto cose che altri chiamerebbero illusioni. È  una linea d'ombra scomoda, che va affrontata armati di pura fede... Sapevo che le cose sarebbero diventare strane. Ma non pensavo così strane.

La struttura è complicata e, a parer mio, uno degli elementi (se non proprio l'elemento) di spicco del volume. Vi riporto la sua suddivisione, in modo tale che riusciate a seguire al meglio la sua trasformazione:

Prologo
Parte Prima
Interludio
Parte Seconda
Interludio
Parte Terza
Interludio
Epilogo

Ometto, volutamente, i titoli di ogni parte e dei capitoli ad esse sottostanti perché li ritengo eccessivamente anticipatori.

Nel Prologo viene raccontata la causa scatenante da cui parte la trama del libro: L'uomo di Primrose Lane muore. Chi è veramente? È stato ucciso? Da chi? Perché? Sono tutte domande senza risposta.

Nella Prima e nella Seconda Parte incontriamo David Neff, il giornalista/scrittore protagonista della vicenda che, non vi sorprenderà, deciderà di investigare sulla morte dell'Uomo di Primrose Lane. Se nella prima parte impariamo a conoscere il personaggio principale nel suo presente; la reazione alla morte della moglie, il rapporto con il figlio ecc.. nella seconda il tutto si fa sempre più complicato perché vi si aggiungono altri piani temporali della sua vita, in particolare relativamente ad un caso importantissimo a cui ha precedentemente lavorato. A tutto questo si aggiungono numerosi flashback che non appartengono unicamente a lui. 

Nei tre Interludi troverete una storia completamente differente che, all'inizio, vi sembrerà completamente scollegata a tutto il resto e che, magari, vi confonderà e che, sicuramente, vi farà presagire il risvolto totalmente atipico che la vicenda necessariamente prenderà.

È nella Terza Parte in cui questo accade e, da qui, tutto cambierà. Questa sarà la parte della discordia, in cui verrà spiegato tutto ciò che di tenebroso (e talvolta anche apparentemente sbagliato) avevate letto in precedenza. Da qui cambia anche la narrazione che, però, non vi voglio descrivere perché sarebbe anticipare troppo.

L'epilogo chiude la storia egregiamente, con un colpo di scena finale, che è in realtà poca cosa in confronto a tutto ciò che si è letto prima, ma che chiude il cerchio talmente bene da avermi fatto cambiare totalmente idea sulla lettura che, dalla Terza Parte in poi, avevo preso seriamente in antipatia.

Per me, quel caso era come un puzzle gigante. Di quelli in cui, anche quando hai messo tutti i pezzi al posto giusto, devi ancora guardare oltre l'immagine per poter scorgere la soluzione tridimensionale che nasconde. Pensavo di essere più furbo degli investigatori. Pensavo di poter risolvere il caso prima di loro.

Lo stile dell'autore è sempre perfettamente adatto al genere che sta scrivendo: crudo, a volte anche volgare, molto americano nel noir e tecnico, specifico, tecnologico e strano nella parte fantascientifica. Lo spirito di Renner si sente in entrambe le parti e, anche se il registro cambia dove è necessario che lo faccia, la coesione tra le due parti si comprende perfettamente.

Puzzava come la tana di un orso malnutrito, un animale che sta morendo lentamente di cancro all'ano.

L'ambientazione geografica non è particolarmente rilevante; è presente, è descritta, ma non fondamentale. Le descrizioni sono principalmente orientate a dare un'idea dell'ambiente e spesso presentano dettagli non adatti a tutti i tipi di lettori. Il noir è a tutti gli effetti rispettato.
L'ambientazione temporale, invece, è particolarmente importante e, se vi va di fare una lettura più "complicata", vi consiglio anche di annotarvela per meglio seguire il grande lavoro dell'autore.

Il ritmo di lettura è medio. Non si tratta di un romanzo snello; sono presenti alcune ripetizioni (volute) e anche scene non irrinunciabili ai fini della storia. È un romanzo che non vuole avvincere con la velocità e colpi di scena continui ma che sbalordisce alla fine, quando si può vedere il quadro completo.

L'atmosfera è ben riuscita. È tosta, è strana, è anche malata a tratti. Non è di semplice lettura, così come non lo sono alcune frasi che potranno scandalizzare più di un lettore, eppure è esattamente ciò che mi aspetto da un romanzo del genere. Non l'ho mai trovato esagerato: la classica "americanata" c'è, ma è ben dosata. 

Mi venne in mente che avevo buone probabilità di morire in quel posto.
Era un rischio accettabile.

Sui personaggi si può dire poco senza anticipare troppo, ma io li ho trovati ben introdotti e approfonditi, tenendo conto di aspetti che, necessariamente, li limitano. Bella in particolar modo la descrizione del rapporto padre/figlio che ho trovato credibile e mai spinta verso l'eccessiva volontà di emozionare il lettore.

In conclusione, L'uomo di Primrose Lane è un romanzo diverso, unico nel suo genere. Può piacere, non piacere, difficilmente si farà dimenticare da chi lo leggerà dall'inizio alla fine. Ho scoperto che Renner è celebre per aver scritto (proprio come il suo protagonista) di casi realmente avvenuti, dopo aver letto questo libro fino alla fine è quasi impossibile che questo dato non influenzi ancora di più l'opinione del lettore al suo riguardo. 

La cosa curiosa quando scrivi storie vere, aveva scoperto, è che la maggior parte dei tuoi lettori non guarda la foto dell'autore sul risvolto, come invece accade con i romanzi. Il pubblico della non-fiction sembra meno interessato all'autore che alla storia.

Lo consiglio a tutti. Sono assolutamente certa che questo libro non piacerà a molti di voi; il linguaggio e le affermazioni non sono minimamente adatti a chi non ama l'eccessiva asprezza e durezza nei romanzi, il cambiamento di genere rischia di indisporre sia gli amanti dei noir che quelli dei fantasy, la struttura è comunque complessa, talvolta può essere considerato persino verboso. Eppure. Eppure io sono convinta che nel 2019 non ci sarà un altro libro che mi farà cambiare così spesso opinione sull'autore, non ci sarà un romanzo così diverso da ciò che ho letto prima, non ce ne sarà un altro che, visto da lontano e dopo averci riflettuto, mi darà un'impressione completamente diversa, non ce ne sarà un altro che, all'ultima pagina, mi indurrà a tornare alla prima per vedere e sapere. 
Prima o poi capiterà anche a voi di aver bisogno di leggere qualcosa di diverso, sperimentale, poco corretto. L'uomo di Primrose Lane sarà quello che state cercando.

Citazioni

I Beachum avevano tenuto segreto il loro incarico per quasi trent'anni. C'era, in effetti, una sola circostanza in cui avrebbero potuto rompere il silenzio – e quell'unica circostanza si era verificata, evidentemente e per sua sfortuna, sotto la gestione di Billy.

Le quattro pareti erano completamente nascoste da pile e pile di tascabili che salivano fino al soffitto formando compatti grattacieli di quattro metri.

Solo lui conosceva quei momenti. Che gli altri si tenessero pure le loro donne a basso mantenimento. Elizabeth valeva di più, perché solo lui sapeva come trovarla. E solo lei sapeva come trovare lui.

Non che ragionasse in termini di destino. Amava solo l'azzardo, la casualità, la fortuna in ballo. Gli piaceva correre il rischio di pisciare fuori dal vaso. 

Quello che nessuno ti dice è che l'amore è una fede e, be', la fede è imprevedibile. Ha le sue regole, che io non capisco.

Ecco un rischio del mestiere che non amava: il legame intimo che si forma tra una vittima e il suo intervistatore. A dire il vero, a volte lo faceva sentire un po' come una prostituta, tutto quel commercio di emozioni in cambio di parole, parole, parole.

A un qualche livello il suo subconscio era sempre in modalità «storie», alla ricerca di situazioni in cui la vita rifletteva l'arte, e in cui l'arte che conosceva rifletteva la vita.

Le nostre più grandi rivelazioni accadono sempre vicino a un water.

Everett raccontò ciò che era successo a suo padre, ma nessuno gli credette. Era più facile pensare che la mente del bambino fosse andata in tilt di fronte alla morte prematura del suo vecchio.

Quanto a lungo occorre cercare qualcosa che non esiste prima che diventi un'illusione? Prima che diventi un'ossessione?

L'indagine si stava rivelando una matrioska infinita: aprivi una bambola e all'interno ne trovavi un'altra, e dentro a quella un'altra, e poi un'altra, e poi un'altra.

– Perché vuoi vivere in quel mondo?
– È il mondo reale.
– No, non lo è. Quelle cose sono come i fulmini. È come se parlassi solo con persone colpite da un fulmine e ne deducessi che è lo stesso anche per tutti gli altri.

Questo, ovviamente, è il motore narrativo della storia, non è così? Per cui non ci allontaniamo troppo.

Ero ossessionato da una risposta, non dalla soluzione.

– E lo sai qual è la parte peggiore? La parte peggiore è che alla fine le risposte non cambiano nulla, in realtà. Non ti metti a fare un cruciverba perché vuoi riempire tutte le caselle. Ti ci metti per vedere se sei in grado. E quando hai finito. il giorno dopo ce n'è un altro. Il punto non è la soluzione. Capisci?

Sinossi ufficiale

David Neff, giornalista e scrittore, ha pubblicato un libro sulla vita di un serial killer, che è diventato un best seller ma ha lasciato segni profondi nella sua psiche. Da cinque anni non scrive più nulla, e ha bisogno al più presto di una nuova storia che lo appassioni e gli permetta di tornare al successo, uscendo dal vortice di dolore seguito al suicidio della moglie Elizabeth. Si lascia coinvolgere dal caso dell'Uomo di Primrose Lane, un personaggio solitario e avvolto nel mistero, assassinato brutalmente e senza motivi apparenti quattro anni prima. Le sue indagini si trasformano in un'autentica ossessione quando, sul letto dell'uomo, viene ritrovata un'impronta di Elizabeth, segno di un legame che sembra avere le sue origini nel passato e nel grande trauma che ha segnato la vita della moglie di David: il rapimento della sorella gemella, Elaine, svanita senza lasciare tracce e mai più ritrovata.

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