Le ceneri di Angela

Di Frank McCourt
Titolo originale: Angela's Ashes
Voto: 7
Prima edizione: 1996
Numero di pagine: 377
Editore: Adelphi
Consigliato: Ni

Tags: Biografia/Autobiografia/Memoir, Irlandese, Basato su storia vera, Pulitzer, Statunitense, Serie/Saga
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Trama in breve

La vita del giovane Frank McCourt dai quattro anni ai diciannove, raccontata dal punto di vista del lui bambino.

Dedica

Questo libro è dedicato ai miei fratelli
Malachy, Michael e Alphonsus.
Da voi imparo e vi ammiro e vi voglio bene.

Incipit

Era meglio se i miei restavano a New York dove si erano conosciuti e sposati e dove sono nato io. Invece se ne tornarono in Irlanda che io avevo quattro anni, mio fratello Malachy tre, i gemelli Oliver e Eugene appena uno e mia sorella Margaret era già morta e sepolta.

Recensione

Le ceneri di Angela di Frank McCourt è stato il libro prescelto per il Gruppo di Lettura di Ottobre. 

Si tratta di un'autobiografia dell'autore che parla della sua infanzia e adolescenza, vissute prevalentemente a Limerick, in Irlanda.

McCourt ha scritto altre due opere autobiografiche che ripercorrono i successivi momenti della sua vita, Che paese, l'America e Ehi, prof!, e potrete trovarli scontati del 25% su Amazon fino al 31 Ottobre 2018 ai link che vi ho inserito.

Questo libro ha vinto, inoltre, il Pulitzer per Biografie e Autobiografie nel 1997, poiché sebbene il libro parli prevalentemente dell'Irlanda (padre e madre erano irlandesi), l'autore è stato considerato uno statunitense a tutti gli effetti, essendo egli nato negli Stati Uniti.

Il primo aspetto che caratterizza il libro è lo stile utilizzato per raccontare la storia. L'autore, infatti, decide di narrare le vicende come se fosse ancora un bambino e mostrando tutto ciò che avviene secondo questo punto di vista.
Questa scelta stilistica incide fortemente su diversi aspetti. Il lessico (sebbene non sia esattamente quello di un bambino) troverà una sintassi più parlata che scritta, con alcuni termini scelti appositamente per dare l'effetto giusto. 
Inoltre, all'interno del testo troverete di frequente affermazioni piuttosto ingenue, inserite a loro volta per fare comprendere come gli eventi non siano affatto raccontati con il senno del poi ma con il modo di pensare e ragionare del Frank bambino.
Infine, moltissime scene che sarebbero state emotivamente più coinvolgenti, vengono smorzate dalle parole scelte per raccontarle, meno consapevoli della gravità di quanto si sta dicendo.

Nell'incipit potrete intravedere immediatamente la scelta stilistica dell'autore oltre che il primo (e non ultimo) riferimento all'appartenenza americana dell'anima dello scrittore.

I dialoghi presentano un linguaggio anche più colloquiale e molto basato su pronunce e giochi di parole non così evidenti nella nostra lingua, ottima la resa, in questo frangente, del traduttore Claudia Valeria Letizia.

Quest'ultima motivazione è quella che ha reso l'atmosfera da me percepita molto diversa da quella che avrei considerato "giusta". 
La prima metà del libro, infatti, manca totalmente di pietas, sia da parte del protagonista che da quella di tutti gli altri personaggi e questo può indurre il lettore a mettere più distanza tra ciò che leggerà e i propri sentimenti generali al riguardo dell'argomento.

Quest'ultimo verte, com'è ovvio in un'autobiografia, sulla famiglia di Frank McCourt. 
Come potrete constatare, nella prima metà del libro ciò che succederà alla famiglia sarà ciclico e ripetitivo, solamente nella seconda metà le vicende famigliari assumeranno un'importanza sufficiente per comprendere il perché della necessità di un'autobiografia, tantomeno appare chiara la scelta del titolo dell'opera.

La ripetitività della prima metà del volume, unita ad uno stile che non mi ha convinta, hanno reso il ritmo di lettura molto lento. 
Ammetto che, se non l'avessi dovuto leggere per il Gruppo di Lettura, avrei abbandonato Le ceneri di Angela una volta raggiunte le cento pagine, rischiando così di perdermi tutto ciò che di bello mi ha, effettivamente, dato il libro.

La storia si riscatta quasi completamente sul finale, perfetto per concludere il racconto della prima parte della vita del protagonista. 
Il lettore che ha apprezzato il libro verrà necessariamente portato ad acquistare il seguito per scoprire in che modo la vita del giovane Frankie (ormai grande) riuscirà a mutare.

L'ambientazione, invece, è l'aspetto che fa la differenza. Conoscere le condizioni di vita delle famiglie povere irlandesi negli anni '30-'40 è stato il valore aggiunto che, ad oggi, a fine lettura, mi dà la possibilità di considerarla positivamente.
La mentalità delle persone, la forte rilevanza della religione, i rapporti tra le persone e i pregiudizi sugli irlandesi del Nord e sull'Inghilterra erano aspetti che forse avrei potuto immaginare ma che difficilmente avrei mai potuto comprendere se non leggendoli in questo modo.

In conclusione, Le ceneri di Angela è un'opera che ci racconta aspetti per me inediti ed interessanti (le condizioni di vita dell'Irlanda degli anni '30-'40) corredata da aspetti autobiografici che, raccontati in questo modo, non ho avuto il piacere di leggere, se non nel momento del riscatto finale. 

È un libro che consiglio solo agli stomaci forti, a cui non interessa trovare empatia o moralità in ciò che leggono e a coloro che sono interessati a questa particolare ambientazione. Trovo che questo libro, riassunto in pochissime pagine, sarebbe potuto essere altrettanto utile ma meno difficile da digerire. Lo stile scelto, a seconda delle vostre preferenze, potrà fare la differenza sulla piacevolezza della lettura.

Citazioni

La pioggia ci spingeva in chiesa, il solo rifugio, il solo conforto, il solo posto asciutto che conoscevamo..... Limerick aveva fama d'essere una città molto religiosa, ma noi lo sapevamo che era solo la pioggia.

Era già difficile campare con un nome e basta. Quella dei secondi nomi era una mania atroce degli americani e se uno si chiamava come il sant'uomo di Assisi che bisogno c'era di un secondo nome?

Poi aggiunge: Frankie ha lo stesso modo di fare strano di suo padre. A me piacerebbe sapere cos'è il modo di fare strano, ma non posso chiederlo a nessuno perché in realtà non dovrei stare a ascoltare quello che dicono i grandi.

Quando papà porta a casa la paga della prima settimana Mamma è felice perché può saldare il conto dell'italiano tanto gentile della drogheria e può andare di nuovo in giro a testa alta perché non c'è niente di peggio al mondo che avere debiti e sentirsi in obbligo verso qualcuno.

Non so perché Dio se l'è portata via. Mia madre ha detto che è morta nel passeggino e penso sarà come quando ti viene adesso un tram, visto che ti portano via lo stesso.

La luna di Limerick era così luminosa che la vedevo luccicare a pezzetti nell'acqua e allora mi viene voglia di pescare i pezzetti di luna ma come potevo fare con tutte le pulci che mi si buttavano sulla gambe?

Io mi domando quale sarà il bambino che ha perso perché noi ci siamo tutti, uno due tre e quattro, e di bambini persi non se ne vede da nessuna parte e non capisco perché non possono dirmi cos'ha Mamma che non va.

Anche Mamma sorride, ma il suo è un sorriso molto rapido e quando guarda nelle ceneri ha gli angoli della bocca all'ingiù dalla preoccupazione.

Noi di Limerick, signora mia, siamo venute su ignoranti, non sapevamo un cavolo di niente e tutto d'un tratto zar, ci siamo ritrovare madri prima ancora che donne.

... pensai che se sei un uomo forse puoi piangere solo quando hai bevuto la roba scura che si chiama birra.

È meglio non piangere perché bisogna restare uniti con gli altri ragazzini di scuola e a scuola nessuno vuole mai dare soddisfazione a un maestro.
Se il maestro ti picchia andare a lamentarti da tuo padre o da tua madre non ti serve. Tanto rispondono sempre: Te lo meriti. Non fare il piagnone.

Io lo so che ai grandi le domande dei piccoli non piacciono. Loro possono domandarti di tutto: Com'è andata a scuola? Sei un bravo bambino? Hai detto le preghiere? Ma se per caso tu domandi a loro se hanno detto le preghiere rischi di beccarti uno scappellotto.

Non capisco i sentimenti che mi si agitano dentro ma so che per tutti i parenti che mi sono morti, per tutti gli amici e conoscenti dei vicoli che mi sono morti e per tutti gli altri che sono partiti non ho mai sentito un dolore così forte al cuore e spero che non lo sentirò più.

Sinossi ufficiale

Siamo negli anni fra le due guerre e le travagliate vicende coinvolgono una famiglia così misera che può guardare dal basso la povertà, fra un padre perennemente ebbro e vociferante contro il mondo, gli inglesi e i protestanti, e una madre che sbrigativamente trascina la sua tribù verso la sopravvivenza. Tutto ci arriva attraverso gli occhi e la voce del protagonista mentre vive le sue avventure. Questo ragazzino indistruttibile, sfrontato, refrattario a ogni sentimentalismo, implacabile osservatore crea con le sue parole un prodigio di comicità e vitalità contagiose, dove tutte le atrocità diventano episodi e apparizioni di un viaggio battuto dal vento verso la terra promessa.

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