La Soglia degli Abissi (La Profezia del Ritorno Vol. 2)

Di Stefano Lanciotti
Voto: 7
Prima edizione: 2017
Numero di pagine: 251
Editore: Self-Publishing
Consigliato:

Tags: Contemporaneo, Italiano, Fantasy, Sotto l'ombrellone, Ragazzi, Serie/Saga, Urban Fantasy
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Trama in breve

Continuano le avventure dei nostri eroi: nuovi personaggi con antichi retaggi che possono influenzare ulteriormente ciò che accadrà. Il secondo volume della serie di La Profezia del Ritorno aggiunge a ciò che già conosciamo un ottimo flashback ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale.

Incipit

Scozia - 1941

Logan Faulkaner aveva lo sguardo rivolto fuori dal finestrino e gli occhi verde smeraldo vagavano inquieti, seguendo il filo dei suoi pensieri. All'esterno c'era poco da vedere, fatta eccezione per la pioggia torrenziale, che il vento sconvolgeva con raffiche rabbiose.

Recensione

Anche se il motivo era l'individuazione e la distruzione della Soglia degli Abissi, stava anteponendo un'ossessione personale a un antico dovere.

La Soglia degli Abissi è il secondo volume della saga La Profezia del Ritorno di Stefano Lanciotti. Sul blog potete trovare anche la recensione del romanzo precedente, Il Libro delle Ombre.

La serie di La Profezia del Ritorno segue gli eventi narrati nella precedente saga fantasy pubblicata dall'autore; Nocturnia. Sebbene siano collegate è possibile anche per chi non ha letto la prima serie leggere e comprendere perfettamente ciò che accade in tutti i volumi di questa nuova saga. Lo dico con cognizione di causa perché, io stessa non ho letto Nocturnia e, sebbene mi dispiaccia non aver scoperto la mitologia creata dall'autore in precedenza perché la ritengo molto interessante, mi rendo conto di riuscire a capire tutto dato che Lanciotti si premura di spiegare ciò che può non risultare chiaro ad un nuovo lettore.

Ovviamente, nonostante io non inserisca spoiler di alcun genere all'interno delle mie recensioni, consiglio di leggere quanto scriverò solamente a chi ha già letto Il Libro delle Ombre e vuole capire se andare avanti o meno con la lettura della serie. Partendo da questo presupposto, io vi parlerò principalmente di ciò che possiamo trovare di diverso in questo secondo volume, per farvi capire se può fare per voi o meno.

Partiamo subito dalla struttura: La Soglia degli Abissi è diviso in 4 parti. Ognuna di esse è ambientata in un'epoca differente e, talvolta, persino il luogo in cui si svolgono le vicende diverge. Nella quarta sezione troviamo più punti di vista che si alternano tra loro. Nelle prime 3, invece, è un unico protagonista (che varia per ogni parte) a raccontarci la vicenda. 

Un'assoluta novità di questo volume è l'ambientazione storica. Nella prima parte, infatti, le vicende narrate sono ambientate nel periodo della Seconda Guerra Mondiale. Non si può considerare un romanzo storico, ma ho gradito moltissimo il tentativo, riuscito, dell'autore di collegare la Storia a ciò che accade ai suoi personaggi. Su tutte le sezioni questa è, indubbiamente, quella che ho preferito.
Il resto dell'ambientazione è prevalentemente collegata alla città di New York ai giorni nostri. Trattandosi di un fantasy - che proprio per l'importanza della città può essere anche caratterizzato come urban fantasy, anche se non in senso stretto - ciò che ci viene descritto della Grande Mela non appartiene alla normale geografia del luogo: Lanciotti, infatti, aggiunge nuovi edifici e particolari a ciò che conosciamo, permettendo al lettore di immaginare la concomitante esistenza di un luogo invisibile agli occhi ma altrettanto reale.

Le ombre della notte calarono presto, assieme a una temperatura glaciale, resa ancor più tale dal vento, che gli insinuava il freddo nelle ossa come mille aghi.

Durante la lettura si nota la precisione con cui l'autore ci racconta la vicenda: i termini utilizzati per descrivere gli oggetti e i luoghi creati dalla sua fantasia sono ottimi e ci fanno entrare egregiamente nel mondo da lui creato. Vi sono, però, piccoli aspetti stilistici che esulano da questo aspetto e dipendono più da punti di vista soggettivi che non mi hanno del tutto convinta. Si tratta perlopiù di dettagli che io noto ma che altri potrebbero non rilevare o ritenere perfettamente adatti; ad esempio qualche frase ripetuta come il "fece spallucce" che si ripresenta più volte e che, personalmente, non ho apprezzato.

L'incipit può deludere come emozionare: è chiaro che ci si trova davanti ad un'epoca differente e ad un nuovo personaggio. Io l'ho apprezzato molto, non solo nelle sue parole iniziali che sono grandemente descrittive, ma proprio per l'idea dell'autore che considero vincente. Non è un mistero, infatti, che siano molti i lettori (compresa la sottoscritta) che apprezzano spunti storici all'interno dei romanzi, tanto più se si tratta di un fantasy in cui la Storia, vera o inventata che sia, ricopre un ruolo piuttosto rilevante per il coinvolgimento con la storia.

La trama da cui partiamo non continua dal punto in cui eravamo arrivati: l'autore aggiunge, infatti, nuovi elementi a noi sconosciuti in precedenza che, però, sono finalizzati ad introdurci al meglio ciò che, leggendo il volume precedente, ci aspettavamo di trovare in questa nuova lettura. L'aspetto introduttivo delle vicende è ciò che ho più apprezzato perché descrive meno azioni e approfondisce maggiormente aspetti sia psicologici e nozionistici, che sono, sempre, quelli che mi affascinano maggiormente. Inoltre, trovo che l'autore sia particolarmente convincente nelle descrizioni ambientali e nella capacità di ambientare e strutturare ciò che racconta e, questi aspetti, sono principalmente presenti all'inizio del romanzo.

"Va bene: la Lancia del Destino, o parte di essa, viene da Nocturnia e Hitler l'ha presa e la custodisce a Norimberga." 

Lo svolgimento è più orientato verso l'azione e, per quanto non vi si trovi nulla di sbagliato, io vengo difficilmente attirata da ciò che viene raccontato maggiormente sotto il punto di vista di ciò che accade piuttosto che di ciò che i personaggi pensano o provano.
L'aver già letto il volume precedente e l'incipit del romanzo, hanno però fatto sì che anche quest'ultimo aspetto fosse più interessante per me, perché ormai la voglia di andare avanti e scoprire cosa succederà c'è eccome e non ho trovato alcuna difficoltà ad affrontare quelle che per me potevano essere le scene più difficili da leggere.

Come ben sapete, io non impazzisco per le serie in cui le storie non siano autoconclusive. In La Soglia degli Abissi si sa, ovviamente, che la trama vera e propria è ben lungi da essere completa, perciò, è inevitabile avere un senso di amarezza quando si conclude il volume. È altresì vero, però, che la storia del volume è stata ben strutturata: ampliandolo con un'ottimo flashback e facendola concludere al termine del volume, Lanciotti è riuscito a rendere la storia relativa alla Soglia degli Abissi fruibile ed interessante anche se letta in maniera autonoma. Il finale, perciò, non delude come in quelle serie in cui l'impressione del lettore è quella di essere stato privato della completezza che si sarebbe, invece, potuto aspettare.

All'interno di questo romanzo vi sono alcuni nuovi personaggi introdotti, oltre che a nuovi nemici con capacità diverse da quella da me conosciute in precedenza. Apprezzo la varietà dei loro caratteri ma - forse perché appartenenti ad una serie dal lungo svolgimento, forse perché indirizzato ad un pubblico più giovane che, notoriamente, si immedesima senza troppa difficoltà - non li ho trovati estremamente approfonditi. Certamente capiamo i loro tratti principali e ci è chiaro ciò che farebbero e ciò che aborrono ma non sono ancora arrivata alla consapevolezza di sentirli come personaggi reali, ricoprono piuttosto un ruolo ben definito ma limitato.

Beryl si sentiva come una bomba senza innesco: un grande potenziale incapace di esplodere.

Per il suddetto motivo non mi sono sentita particolarmente coinvolta dall'atmosfera: come ben sapete io fatico molto nell'immedesimazione e, per quanto abbia gradito la lettura, non sentivo di volerli aiutare a tutti i costi, non mi preoccupavo della loro sorte. Sicuramente quanto appena detto non accadrà affatto ad un pubblico più giovane o che si coinvolge più facilmente della sottoscritta: Lanciotti conosce il suo mestiere e non è manchevole nemmeno sotto questo punto di vista.

L'atmosfera opprimente della mostra, infatti, contribuiva al malessere che lo avvolgeva e che lo faceva sentire come se si fosse trovato sul ponte di una nave in piena tempesta.

Il ritmo della storia è veloce ma non esagerato. La suddivisione in 4 della narrazione mi ha particolarmente intrigata e, solo nella parte finale, in ritmo della mia lettura poteva rischiare di rallentare a causa della maggiore lunghezza della sezione, ma ciò viene compensato da una maggiore velocità della narrazione che ci permette di leggere tutto il volume d'un fiato. L'autore inserisce perfetti cliffhanger alla fine di quasi tutti i capitoli: se il lettore aveva deciso in precedenza di terminare la lettura una volta terminato il capitolo una volta giunto alla frase finale di esso, viene spinto a continuare la lettura fino a quello successivo. E così via, fino al termine del romanzo.

Ma il sorriso gli si gelò in volto. Il padre si era voltato di nuovo a guardarlo con quei suoi occhi penetranti e il suo sguardo valeva più di mille parole.

In conclusione, ho trovato la lettura di La Soglia degli Abissi piacevole e divertente, ho apprezzato le novità introdotte dall'autore e ho gradito questo secondo volume anche più del precedente. Lo consiglio, ovviamente solo dopo che avrete letto Il Libro delle Ombre. Se avete letto il primo e vi è piaciuto, secondo me, potrete apprezzare ancora di più questo secondo volume, proprio come è successo a me.

Citazioni

Per un suddito di Sua Maestà non c'era poi tanta differenza tra un tedesco ostile e uno svizzero neutrale. Erano sempre due crucchi.

C'erano delle cose che loro non conoscevano - e delle quali non sospettavano neppure l'esistenza - che avrebbero resistito senza difficoltà a una raffica di una mitragliatrice e anche a un'esplosione. Ma non al filo della sua daga.

L'oceano ruggiva infuriato e le onde si abbattevano violente contro la roccia, apparentemente determinate a sbriciolarla seduta stante. L'impatto sollevava nubi di goccioline, che diffondevano bell'aria un forte odore di salsedine.

Un profondo senso d'angoscia lo colse all'improvviso, andandosi ad aggiungere a quello d'impotenza.

Lui era come suo padre: era nato per combattere e per cacciarsi nelle situazioni più pericolose.

Non era facile passare lunghe ore accanto a lei, sentirla vicina con il suo respiro lieve e il suo profumo, dolce e fresco allo stesso tempo.

"Meno persone ci sono, meno si rischia di sbagliare."

Ancora una volta, bastò il solo pensiero di poter fallire a bloccarla, come una profezia che si avverava da sola.

Ma, in momento come quello, si domandava se veramente la sua vita avesse assunto un nuovo senso o se, semplicemente, si fosse limitata a perdere quello che aveva in precedenza.

Ma ora cominciava a comprendere e ad apprezzare il valore del cameratismo e del supporto reciproco. Anche se significava fare scelte che avrebbero avuto conseguenze irreparabili.

Sinossi ufficiale

Il secondo romanzo della Profezia del Ritorno, dall'autore della Saga di Nocturnia. Scarlett Faulkner ha una missione: trovare e distruggere la Soglia degli Abissi, il Grande Artefatto della Confraternita degli Evocatori. L'ha ereditata da suo padre, un Eletto come lei, assieme a un'arma magica di grande potere. Ma la sua missione la sta ossessionando, impedendole di rispondere all'Adunanza e di unirsi a Thomas Travers e a suo figlio Eaden, che stanno realizzando la Profezia del Ritorno assieme a Beryl Anderson, la discendente della Linea di Sangue. Le loro strade sono destinate a incrociarsi, ma non e' detto che le loro forze si uniranno, mentre il potere delle Confraternite cresce di giorno in giorno..

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