Il mondo che chiama

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Ogni mondo, racchiuso nella cornice della finestra, lo attirava con forza. Poteva vedere anche lui lo squallore che accomunava quelle figure, ma ai suoi occhi tutto appariva esotico. Ogni stanza, ogni persona dietro a ogni finestra che oltrepassava sembrava chiamarlo; chiamarlo; chiamarlo; chiamarlo.

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Incipit

I due soldati uscirono dal negozio di alimentari di Macauley con i loro sacchetti di liquirizia nera e caramelle dure alla melassa e si sedettero sulla panchina appena fuori dalla porta a osservare la vita del villaggio passargli accanto. Erano giovani alti, magri, chiari di carnagione e, nello loro uniformi eleganti con il colletto alto, si somigliavano parecchio. Uno aveva diciannove anni e l’altro venti. Quello di venti aveva una vistosa cicatrice – ciò che realmente li differenziava – che correva sotto il labbro inferiore come un verme bianco e grasso.

Recensione

Informazioni generali

Il mondo che chiama è un romanzo di Douglas Bauer del 2022 pubblicato in Italia quest’anno da Nutrimenti con un’ottima traduzione di Nicola Manuppelli.

Trama, genere e tematiche principali

Racconta della vita di Earl Dunham, ragazzo e poi uomo che viene posto davanti a scelte di vita che cambieranno radicalmente il suo destino. Il lettore lo accompagnerà per tutto il percorso provando forti emozioni e sentimenti ad ogni nuova scoperta sulle conseguenze del cammino che ha deciso di percorrere.

Si tratta di un romanzo di narrativa storica che riesce a incastrare gli eventi fittizi riguardanti il suo protagonista a eventi realmente accaduti e a personaggi realmente esistiti (Babe Ruth e Lou Gehrig). Le tematiche principali sono quelle della malattia (influenza spagnola), delle scelte di vita (tematica principale) e del baseball.

Stile, atmosfera e ambientazione

È un romanzo scritto prevalentemente in terza persona con un linguaggio semplice ma intenso che riesce a far comprendere al lettore il messaggio sotteso di ogni gesto dei personaggi coinvolti.

L’atmosfera è nostalgica e seria, anche nei momenti felici il lettore percepisce un velo di tristezza che permette di vedere la malinconia che attende di scendere sulla scena e di farla diventare un ricordo effimero e ormai lontano. Nel testo sono presenti numerosi passaggi in cui il protagonista o altri personaggi riflettono sulla vita e questi momenti portano il lettore a riflettere a sua volta.

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Ma più probabilmente, in modo più profondo, mentre viveva le sue giornate percepiva che se si fosse fermata a riflettere su ciò che stava facendo in quel momento, era come se lo stesse ricordando, ricordando di averlo già vissuto. Non c’era in lei alcun desiderio di rivivere il passato; piuttosto, era il presente a sembrarle passato.

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L’ambientazione è prevalentemente rurale, attenta e ben descritta ma mai troppo lunga o preponderante. La storia ripercorre l’intera vita del suo protagonista perciò comprende un arco di tempo lungo nel XX secolo. Il luogo maggiormente descritto e raccontato è lo Stato dello Iowa.

Cura del testo Ho ricevuto questo libro per collaborazione con la Casa Editrice ma ho letto tanti romanzi di Nutrimenti che ho acquistato personalmente. La cura dei loro testi è sempre ottima: non trovo refusi o errori di sorta, adoro le fotografie presenti nell’interno di copertina della collana Greenwich e il traduttore Nicola Manuppelli ha tradotto gran parte (se non tutti, dovrei ricontrollare) i libri di origine inglesi/statunitensi che possiedo e ha sempre dimostrato di essere bravissimo e di tradurre senza “tradire” il testo originale. In questo libro in particolare è necessario menzionare però anche le note (anch’esse del traduttore): dato che il libro parla di baseball o di elementi meno conosciuti dal pubblico italiano perché tipicamente statunitensi le note spiegano per ogni aspetto di che cosa si sta parlando e anche se non si conosce l’argomento si comprende sempre tutto perfettamente.

Esperienza personale

Questa lettura mi ha provocato uno scuotimento interiore: tematiche come le scelte di vita e il destino mi coinvolgono grandemente soprattutto se fondamentali come ciò che accade in questo romanzo. Per questo motivo l’ho letto più lentamente del solito. Dopo il primo terzo, che fila liscio senza problemi, leggendolo ho cominciato a provare forti emozioni, prevalentemente legate alla malinconia e alla nostalgia che mi inducevano a chiudere il libro dopo poche pagine per non essere eccessivamente sopraffatta. È un libro a cui penserò per lungo tempo e per cui ho dovuto aspettare per fare una recensione perché ha suscitato in me tante domande su chi sono e cosa importa per me e avevo bisogno di meditarci su prima di parlarne in modo approfondito. Penso che questo libro possa trasmettere un messaggio differente in base a chi è il lettore e alle sue priorità di vita.

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